Museo nella Casa del Fascio: Salvini lo aveva messo nel programma. Borghi Aquilini ci crede
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Museo nella Casa del Fascio: Salvini lo aveva messo nel programma. Borghi Aquilini ci crede

Cosa potrebbe esserci di comasco nell’agenda del possibile governo Salvini-Di Maio? Detto della questione Pedemontana, in bilico tra le posizioni leghiste e quelle dei pentastellati, su un altro argomento l’obiettivo potrebbe essere molto più vicino.
Il tema è la trasformazione della Casa del Fascio di Como in un luogo di cultura del Razionalismo. Un museo, insomma, come richiesto tra gli altri dall’associazione culturale Made In Maarc, che lo scorso anno ha lanciato pure una petizione online (sul portale change.org) che ieri era a quota 5.677 firme.
Due gli sponsor decisamente pesanti sul tema. Il primo è direttamente Matteo Salvini. Nel programma presentato per le elezioni politiche, il leader della Lega, nel capitolo sui Beni culturali (pagina 65) ha espressamente scritto “Creazione a Como nel Palazzo Terragni e negli edifici adiacenti del più grande museo di arte moderna, architettura e design del Nord Italia”, all’interno dei progetti a medio termine. Il secondo sponsor del museo, se si vuole, è ancora maggiormente interessato rispetto a Salvini. Si tratta del parlamentare del Carroccio e consigliere comunale a Como, Claudio Borghi Aquilini. Borghi non si intende soltanto di numeri, è un collezionista di opere d’arte moderna. È stato pure docente di Economia e mercato dell’arte all’Università Cattolica di Milano.
Il papabile ministro Borghi potrebbe essere insomma utilissimo alla causa Razionalista. Sul tema, Borghi si dovrà presto esprimere anche a Palazzo Cernezzi, visto che è stato convocato dalla Commissione consiliare Cultura, su proposta del presidente Franco Brenna, lunedì 28. La sua audizione è già inserita all’ordine del giorno.
La commissione dovrà essere aggiornata anche sul progetto futuro del Politeama, sulla gestione di Villa Olmo e sull’organizzazione dei grandi eventi.
Dell’ipotesi di trasformare la Casa del Fascio in luogo di cultura del Razionalismo, Borghi ha parlato di recente anche con l’architetto Attilio Terragni, che non nasconde il suo ottimismo sul raggiungimento del risultato.
«Possiamo parlare di un’occasione unica per Como, con posizioni della politica nazionale decisamente favorevoli al progetto e in generale alla cultura moderna», dice Terragni, impegnato in questi giorni nell’allestimento della mostra sull’Asilo Sant’Elia, in programma in Pinacoteca dall’8 giugno al 4 novembre prossimi.
«Non conoscevo prima l’onorevole Borghi, ma sono rimasto favorevolmente impressionato dalla sua competenza e soprattutto dalla sua passione – spiega Terragni – Per ottenere un risultato bisogna essere anche tifosi. Il freddo intellettuale difficilmente arriva all’obiettivo. Borghi mi è sembrato anche un grande tifoso del Razionalismo e della cultura modena. Poi è anche competente sui modelli di gestione della cultura. E questo è indispensabile se si parla di un museo. Si devono conoscere i meccanismi di finanziamento, non si possono fare soltanto dei sogni. Anche per questo, Borghi mi è subito sembrato preparato e affidabile», aggiunge Terragni.
«Sarà indispensabile poi il lavoro svolto dall’amministrazione comunale – dice sempre l’architetto, nipote del maestro razionalista comasco Giuseppe Terragni – Devo dire che fino ad ora l’amministrazione Landriscina sta procedendo molto bene in questa direzione. Certo, ci si lamenta per l’assenza dei grandi eventi, ma a livello culturale è importante lavorare anche sulla città e sui comaschi. In questo senso non posso che applaudire quanto fatto finora. Il 28 maggio starò volentieri ad ascoltare le novità di Borghi in commissione», conclude Terragni.
Paolo Annoni

19 maggio 2018

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