“Musica sull’acqua” a Gravedona

Alina Pogostkina una delle violiniste di maggior talento dei nostri giorni

Sarà il “movimento” il tema che segna l’edizione n. 15 del Festival Internazionale Musica sull’Acqua che dal 6 al 20 luglio animerà con concerti, incontri, caffè musicali, laboratori e atelier riservati ai più piccoli luoghi di grande fascino intorno al Lago di Como, come l’Abbazia di Piona a Colico, la chiesa di S. Maria del Tiglio a Gravedona, la basilica di San Nicolò a Lecco, cui si aggiunge il borgo di Morbegno alle porte della Valtellina. Protagonisti musicisti di rilievo internazionale, fra cui Alina Pogostkina una delle violiniste di maggior talento dei nostri giorni, Pablo Ferrández violoncellista rivelazione degli ultimi anni giovanissimo e già vincitore del XV Concorso Tchaikovsky, il violinista Julian Rachlin con una carriera internazionale trentennale, e la celebre bacchetta venezuelana Diego Matheuz, per il secondo anno consecutivo alla guida della MACH orchestra, formazione nata nel 2018 in seno al Festival, in cui giovani talenti provenienti da ogni parte del mondo si confrontano e suonano insieme a musicisti prime parti di celebri orchestre internazionali, unendo le esperienze didattico musicali nate intorno al pensiero musicale di Claudio Abbado, con quelle del venezuelano Sistema Abreu.

Ad inaugurare il Festival sabato 6 luglio all’Abbazia di Piona (ore 21) un quintetto d’eccezione a

partire dalla presenza del celebre violinista Julian Rachlin, per la prima volta ospite del Festival,

insieme al violino di Francesco Senese, la viola di Sarah McElravy, il violoncello di Patrizio Serino e al pianoforte André Gallo. Apre il concerto il Quintetto in sol minore op. 57 di Šostakovič, scritto nel 1940, una pagina di chiarezza e limpidezza compositiva dopo lo sperimentalismo degli anni giovanili, cui segue il Quintetto in fa minore op. 34 di Johannes Brahms, che impegnò l’autore tedesco fra il 1864 e il ’65 in una gestazione travagliata e complessa che tuttavia portò alla scrittura di uno dei capolavori di musica da camera di tutto l’Ottocento e non solo.

Ancora all’Abbazia di Piona, domenica 7 luglio (ore 21), per il tradizionale appuntamento che chiude gli atelier del Festival. Protagonisti i giovanissimi ragazzi che hanno seguito i laboratori di Christian Guyot per le percussioni, di Tony Lopresti per la parte mimica e di Velasco Vitali per il laboratorio artistico. Lo spettacolo trarrà ispirazione dall’archivio dei diari dei Migranti, con la supervisione di Guido Barbieri, cui si aggiungerà la musica in prima assoluta del compositore e percussionista Felix Mendoza.

Di grande suggestione si preannuncia il concerto notturno di giovedì 11 luglio nella splendida cornice della Chiesa Santa Maria del Tiglio a Gravedona. Alle ore 22.30 una pagina di raro ascolto alla riscoperta di George Enescu e del suo giovanile Ottetto per archi op. 7, fra atmosfere ispirate dalla musica popolare rumena e quelle di tradizionale occidentale. Ne saranno interpreti otto musicisti di prim’ordine, a partire da Alina Pogostkina, per la prima volta ospite del Festival, violinista dall’eccezionale talento, vincitrice del Concorso internazionale Sibelius di Helsinki nel 2005 e da allora lanciata verso una brillante carriera internazionale. Con il suo prezioso violino Sasserno del 1717 realizzato da Antonio Stradivari, la Pogostkina sarà al fianco di alcuni dei tutor e docenti della MACH orchestra provenienti da importanti orchestre, di cui alcuni sono prime parti: Alejandro Carreno (violino) e Aimon Mata (violoncello) dalla Simon Bolivar Symphony Orchestra, Francesco Senese e Giacomo Tesini (violini) dall’Orchestra Mozart, Chaim Steller anch’egli dall’Orchestra Mozart e dalla Gewandhaus di Lipsia, Simone Briatore (viola) dall’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia e Patrizio Serino (violoncello) dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.

Domenica 14 luglio ci si sposta all’Auditorium S. Antonio di Morbegno (ore 21) con il MACH ensemble, formazione ulteriormente allargata rispetto a quella ascoltata nell’Ottetto di Enescu, diretta per l’occasione da Massimiliano Tisano. Un concerto che affianca ritmi e melodie di diversa provenienza cui non mancheranno alcune rarità. Il programma si apre con La création du monde di Milhaud, una delle partiture più vivaci e originali negli anni Venti per la quale il compositore francese attinge dai ritmi e dalle melodie jazz conosciute nel suo viaggio in America. Un omaggio alle tradizioni popolari sono anche Folksongs di Berio celebre partitura del ’64 scritta per la voce di Cathy Berberian (e qui interpretate da Alda Caiello oggi una delle maggiori interpreti nel panorama europeo per la musica del Novecento e dei giorni nostri): una ricomposizione ritmica e armonica di undici canti popolari di varia origine, dagli Stati Uniti all’Armenia, dalla Sicilia alla Provenza… Chiude il concerto una vera rarità, il Divertissement pour une fête de nuit del musicista venezuelano Reynaldo Hahn, trasferitosi giovanissimo a Parigi, e che godette di una certa popolarità nella Francia del primo Novecento.

Per l’ultimo concerto, il Festival sarà nella Basilica San Nicolò a Lecco sabato 20 luglio (ore 21) con l’appuntamento che chiude il workshop della MACH Orchestra.

Biglietti: 20 euro a concerto (posto unico), ridotto 15 euro. Tutto il programma su www.festivalmusicasullacqua.org

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