Musiu, un documentario per insegnare l’arte del successo

Il successo? È a portata di tutti, in un mondo connesso e hi-tech. Anche a portata di chi parte da zero. Soprattutto in tempi di crisi. Basta crederci davvero. «Ma dovete trasformare la vostra idea in una ossessione e condividerla con il vostro team. Dovete essere pronti a mettervi in gioco, a dimenticare le regole consolidate, a lavorare senza mai badare all’orologio». Non parla un guru delle tecniche motivazionali ma un  giovane regista, Lorenzo Musiu. Che lancia un  nuovo modo di intendere il cinema: per farlo diventare al contempo stimolo alla riflessione, esperienza condivisa e occasione di business. Un prodotto dell’ingegno che va vissuto con la logica dei social network, piattaforme che danno la possibilità di arricchire e modulare  i contenuti praticamente senza limiti. “PMD” si chiama in gergo, Project Marketing Distribution, ed è un  sistema in cui il regista si fa anche produttore e distributore. Aprendo di fatto nuove frontiere. Musiu ci ha provato con i documentari, ma lo stesso metodo ritiene valga per la fiction.

Lorenzo  è comasco di adozione, e di origine sarda. In un evento a margine del festival del cinema di Berlino alla Platoon Kunsthalle ha presentato in anteprima il suo nuovo documentario Fucking amazing. Nel titolo provocatorio, «maledettamente fico» è la traduzione, c’è lo slogan con cui i costruttori di startup si danno coraggio nei loro incubatori di progetti che guardano al futuro. E in effetti il film è un viaggio nell’universo di idee all’avanguardia diventate brand planetari di successo. Presenta storie di più di 100 organizzazioni influenti e varie start-up in tutto il mondo, come Wargaming, Twilio e la Stanford University. Dura 97 minuti per un totale di 150 gigabytes in alta definizione realizzati con macchine professionali Canon. Per come è stato pensato e realizzato  è esso stesso una startup, un laboratorio di idee. Si snoda in un viaggio tra i continenti sulle tracce di Honor Gunday, imprenditore   che ha iniziato dal nulla e  ora è  l’amministratore delegato di Paymentwall, piattaforma globale che permette di ricevere pagamenti online da oltre 200 Paesi in tutto il mondo.

Come gli altri 120 che Lorenzo con il suo team ha intervistato (la metà è finita nel film), spiega  che dietro ogni successo ci sono una  grande motivazione, ma ci sono anche fallimenti e controversie.

Il documentario è stato girato da Musiu insieme con Nicola Fanari, ingegnere del suono e responsabile con Luca Fogagnolo della colonna sonora, e dal tedesco Pascal Messmer, direttore della fotografia, in un viaggio wendersiano tra  la Silicon Valley, San Francisco, Las Vegas, Los Angeles, Shanghai, Manila, Hanoi, Istanbul, Kiev, Berlino e Amsterdam. «Il regista –  dice   Musiu – non è un romantico poeta sognatore chiuso nella sua torre d’avorio. Deve reggere le redini del proprio  lavoro e gestirlo come un brand che sfrutti ogni possibile canale per arrivare al pubblico. Presenteremo nel corso dell’anno il film in città strategiche: di nuovo a Berlino e poi  Kiev, Amsterdam, Londra, San Francisco, New York. E poi a Stanford. Nel film non c’è nessun italiano intervistato, ma sento il film comunque  molto nostro, molto italiano. Il fatto di essere due italiani accompagnati da un tedesco ci ha messo a nostro agio con molti interlocutori: un mix ideale tra creatività tricolore e concretezza teutonica. Questo film l’ho fatto pensando al mio Paese, che mi ha dato molto e a cui volevo donare qualcosa in cambio, e in particolare pensando ai giovani italiani. Personalmente, non mi sento un cervello in fuga. Voglio dire loro che ce la possono fare. Basta crederci. Basta crederci sul serio e come detto essere ossessionati dalla propria idea e farne partecipi gli altri. Questo ci insegnano maestri come il maggior investitore della Silicon Valley  o l’ad di Blablacar che abbiamo intervistato per il film.  Non basta avere una videocamere a tanta buona volontà, occorre capire che un percorso che mira al successo richiede sofferenza, fatica  e frustrazione. Se si vuole raggiungere un obiettivo nella vita, si passerà attraverso le sfide e ostacoli. Detto ciò, oggi viviamo in un periodo estremamente fecondo per la creatività. Oggi le tecnologie ci permettono di fare un film con una spesa contenuta e di condividerne i contenuti su piattaforme digitali altrettanto economiche. Ecco, con la creazione di questo film, voglio dare speranza a un sacco di giovani che non sanno nulla della tecnologia di oggi e della  rivoluzione possibile cui dà accesso e che non credono di poter realmente cambiare il mondo  in cui vivono in meglio».

Così Lorenzo  e il suo equipaggio hanno trasformato il loro documentario in un manifesto per una nuova forma di imprenditorialità internazionale legata all’arte delle immagini in movimento. In attesa di una prossima distribuzione su varie piattaforme e delle proiezioni del tour, sul canale di video condivisi online Vimeo trovate il teaser del film di Lorenzo e 12 brevi assaggi.

Lorenzo Morandotti

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