Narducci (Pd) attacca Monti sui ristorni: «Il blocco operato dalla Svizzera è illegale. Ma il premier non conosce il problema»

«Il premier Monti, benché originario di una città di confine come Varese non sembra conoscere bene i problemi delle zone di frontiera. E anche i suoi sottosegretari non appaiono preparati su questi argomenti, comuni anche al territorio lariano».
Le parole sono di Franco Narducci, vicepresidente della Commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei deputati che ieri sera, a Palazzo Cernezzi, ha partecipato a un incontro organizzato dal Pd proprio per discutere del tema frontalieri .
«I rapporti tra Roma
e Berna sono tesi. Ormai da anni, dallo scudo di Tremonti, alla comparsa dei fiscovelox fino alla trasparenza bancaria, è calato il gelo», ha aggiunto Narducci. Inoltre sia il blocco dei ristorni dei frontalieri, disposto dalla Svizzera con «un atto per me illegale», aggiunge Narducci, sia le campagne pubblicitarie di stampo xenofobo, sempre rivolte ai frontalieri, a partire dalla famosa “Bala i ratt”, non hanno contribuito a distendere gli animi, né tantomeno a incentivare il negoziato tra i due Stati. «Bisogna che il governo italiano, che ora ha il pallino in mano, si adoperi per rilanciare i rapporti con gli svizzeri. Gli argomenti li abbiamo – dice Narducci – Bisogna parlarne». Il primo tema è quello dei ristorni che per i Comuni di confine rappresentano un’entrata fondamentale per la stessa sopravvivenza.
«Oltreconfine, ad esempio, si è proposto di ridurre al 12,5% – come avviene nei rapporti con l’Austria – la quota dei ristorni fiscali. Non più dunque il 38,8% che oggi riceve l’Italia. Ciò però è improponibile per molte ragioni, che sarà compito del governo illustrare». La differenza è facilmente spiegabile: nella maggioranza dei casi i nostri frontalieri rientrano a casa ogni sera e quindi usufruiscono di tutti i servizi italiani. Mentre gli austriaci – tra l’altro si parla di 5mila lavoratori che varcano il confine e non di 55mila come quelli del Nord Italia – si trattengono tutta la settimana in Svizzera, utilizzando dunque vari servizi oltreconfine.
Presente all’incontro di ieri anche l’eurodeputato Antonio Panzeri, membro della Commissione affari esteri. «Ristorni e mobilità delle persone e delle merci sono soltanto alcuni dei temi che bisognerà trattare con la Confederazione elvetica – ha aggiunto Panzeri – Bisognerà poi spingere sulla salvaguardia degli accordi bilaterali in essere».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Da sinistra, Antonio Panzeri, Franco Narducci e il consigliere regionale Luca Gaffuri (fkd)

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