Nasce il museo dei rifugi antiaerei

altTesori sotterranei
Una rampa di scale, all’esterno del palazzo, conduce nei sotterranei. Qui, nella penombra, compare una porta metallica con un enorme maniglione. Assomiglia alle classiche chiusure stagne presenti sulle navi, ma conduce all’interno di un vecchio rifugio antiaereo.

Siamo nel ventre della terra, sotto la sede della Croce Rossa di Como, in via Italia Libera. Qui è stato realizzato il “Museo dei rifugi antiaerei di Como” (Mu.R.A.C.). Una città sotterranea dimenticata, riportata alla luce grazie a centinaia di documenti, immagini, reperti e testimonianze. Uno sguardo, da un singolare punto di vista, su un drammatico momento storico, da consegnare alla memoria attraverso un percorso suggestivo e articolato.

 

È tutto questo il museo che verrà inaugurato ufficialmente domani, domenica 15 giugno, alle 18, presso la sede della Croce Rossa Italiana di via Italia Libera 11 a Como. L’evento è in concomitanza con il centocinquantesimo anniversario della sua fondazione. Ieri mattina alla presentazione dell’evento era presente anche il prefetto di Como, Bruno Corda.
«Ho ricevuto una chiamata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che, pur avendo avuto poco tempo per informarsi dettagliatamente sul progetto, lo ha ritenuto degno dell’Alto patronato. È infatti un’operazione di recupero della memoria storica che deve essere sostenuta», ha detto il prefetto di Como.
Orgogliosi del lavoro svolto per recuperare i reperti, organizzare il materiale e allestire il museo, i due curatori: gli architetti Marco Castiglioni e Gianmarco Martorana.
«La presenza di una ricca documentazione, reperita negli archivi comunali, testimonia il ruolo centrale di questo luogo per la protezione dei civili nella seconda guerra mondiale – spiega Matteo Fois, commissario provinciale della Croce Rossa di Como – Qui aveva infatti sede, assieme alla Croce Rossa, anche il Comitato provinciale della protezione antiaerea. Da qui l’idea del recupero di questo manufatto come testimone e custode del tempo passato».
Questa parte di storia di Como e dei suoi abitanti viene raccontata attraverso la documentazione delle ordinanze, dei regolamenti, delle trasformazioni fisiche, delle attività di propaganda e delle esercitazioni sino ai fenomeni di costume che inevitabilmente l’hanno caratterizzata.
Si spazia dalla costruzione dei grandi rifugi pubblici all’installazione delle sirene d’allarme, dall’oscuramento delle attività all’aperto alla protezione delle facciate del Duomo.
Di sicuro impatto anche le numerose foto, presenti nelle sale del museo, che mostrano gli altri rifugi allestiti in città. Dal lungo tunnel ricavato sotto via Sauro a quello di via Crispi, scavato nella roccia e “arredato” esclusivamente con interminabili file di panche.
Una particolare area tematica è stata infine curata da un gruppo di volontari e dal Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana di Como, proprio in occasione del 150esimo anniversario della sua istituzione. Tra i soggetti promotori dell’iniziativa, oltre alla Croce Rossa, Amici di Como, il Comune di Como e la Fondazione provinciale Comunità comasca Onlus.
Il museo di via Italia Libera 11 a Como sarà aperto – in estate – da lunedì a venerdì dalle 10 alle 17. Sabato e festivi dalle 10 alle 12.30. Ingresso gratuito con offerta libera. Esiste la possibilità di visita con audioguida.
Per informazioni e prenotazioni, chiamare il numero di telefono 031.24.32.89 o inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo email info@murac.it. Il sito Internet ufficiale del neonato museo comasco è www.murac.it.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
l’accesso al rifugio sotto la sede della Croce Rossa di Como

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