Nasce la nuova Camera di Commercio lariana

La sede della Camera di Commercio di Como

Questo pomeriggio nasce la nuova Camera di Commercio di Como e Lecco. Il presidente designato, Marco Galimberti, dovrebbe essere eletto senza troppi patemi, avendo dalla sua una maggioranza molto ampia (22 consiglieri su 33). I rappresentanti delle categorie che non fanno parte del principale apparentamento hanno deciso di astenersi e di non proporre nomi alternativi. In questo modo eviteranno uno scontro e lasceranno aperta la strada del confronto programmatico.
Tre giorni fa è stato reso pubblico il documento con le linee di indirizzo di Confindustria, Confartigianato e Confcommercio Como e Lecco, le tre associazioni che hanno siglato appunto l’alleanza in vista della nascita della nuova Camera di Commercio. «Non abbiamo avuto modo di discuterne – dice Alberto Bergna, segretario della Cna di Como, una delle associazioni che ha aderito all’apparentamento di minoranza – abbiamo anche chiesto un incontro che penso sarà fissato nei prossimi giorni. Il nostro obiettivo è trovare punti di contatto e soluzioni da condividere, in modo che l’ente possa dispiegare al meglio le sue potenzialità sin dal primo momento».
Se l’elezione del presidente è scontata, non così quella della giunta. Nella quale, oltre al rappresentante (di diritto) degli agricoltori, dovranno essere eletti altri 6 componenti.
Le minoranze hanno già raggiunto il numero sufficiente di adesioni (9) che permetterà loro di ottenere uno o due posti nell’esecutivo.
Ciascun consigliere, infatti, può esprimere sino a due preferenze e un “blocco” di 9 votanti è sufficiente per superare l’eventuale coalizione dei restanti 24 (i quali, avendo a disposizione 48 voti, potrebbero assegnarne al massimo 8 per ciascuno dei 6 eleggibili). Si cerca però, come detto, un’intesa.
Secondo Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti Como e componente della nuova assemblea camerale, «in queste settimane non c’è stato un avvicinamento significativo da parte della maggioranza. È una cosa di cui mi rammarico, perché sarebbe stato meglio condividere le scelte. Purtroppo, con un atto di forza hanno cercato i numeri prima del programma». Nonostante premesse che non sembrano del tutto positive, Casartelli sostiene che «nessuno manifesta oggi desiderio di contrapposizione, vogliamo lavorare per costruire un ente funzionale e ci auguriamo che prevalga il confronto».
La base di partenza saranno i documenti presentati sia dagli apparentamenti di minoranza e maggioranza, sia dal sindacato, altra componente del mondo economico rappresentata nel futuro consiglio camerale dal segretario generale della Uil, Salvatore Monteduro.

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