Nasce l’infermiere di famiglia. Start-up di Bcc e Biancospino
Economia, Sanità, Territorio

Nasce l’infermiere di famiglia. Start-up di Bcc e Biancospino

Una banca e una cooperativa privata insieme per avviare una “start-up del sistema sanitario”, un progetto per sperimentare la figura dell’infermiere di famiglia, un professionista che, a domicilio, è accanto alle persone per gestire la prevenzione, la cura e la terapia e orientarsi nel momento della malattia. Il progetto è stato presentato ieri dalla Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Brianza e dalla Cooperativa Sociale Il Biancospino, che hanno attivato il servizio con il sostegno di Fondazione Provinciale della Comunità Comasca.

Giovanni Pontiggiaa

«Diamo il via a una sfida innovativa, una start-up del sistema sanitario – ha detto il presidente della banca Giovan – ni Pontiggia – Vogliamo andare nella direzione della salute reale, della risposta ai bisogni delle persone in forme e modalità innovative. Non si tratta di scavalcare gli altri protagonisti della sanità, ma di fare una strada assieme». «La Bcc dell’Alta Brianza, nel corso degli anni, continua ad assicurare sostegno alle famiglie, confermando la sua vocazione di banca a servizio degli utenti – ha aggiunto Pontiggia – Sul nostro territorio, è forte il bisogno di supporto sociosanitario domiciliare e grazie al sostegno biennale che forniremo al progetto dell’infermiere di famiglia, intendiamo offrire una valida risposta ai cittadini».

«Il progetto è sperimentale e recepisce la riforma sanitaria regionale – ha sottolineato il presidente della Cooperativa Sociale Il Biancospino, Michele Borzatta – La nostra cooperativa da sempre opera con l’obiettivo di formulare servizi sociosanitari e assistenziali sostenibili ed efficaci. Con l’infermiere di famiglia, auspichiamo che la collaborazione tra i diversi enti e attori del sistema ci permetta di rispondere alle esigenze delle famiglie».

In questa prima fase, il servizio è gestito da tre infermiere. Il progetto è rivolto a tutti i clienti e soci della Bcc dell’Alta Brianza, che possono ottenere gratuitamente la consulenza. In tutte le filiali è possibile avere le informazioni e firmare il modulo di iscrizione. «Vogliamo fare in modo che la famiglia non si senta sola nel bisogno, essere un collante – ha sottolineato Manuela Alunni, responsabile Obiettivo Salute e Cura srl – L’infermiere di famiglia è un figura capace di guidare e tutelare i pazienti, mettendo in rete i servizi già esistenti: questa è medicina di prossimità, medicina del territorio, spesso sottovalutata ma fondamentale».

«La riforma sanitaria regionale ha aperto la strada alla figura dell’Infermiere di famiglia, introdotta, per la prima volta in Lombardia, grazie a questo progetto – ha dichiarato Oreste Ronchetti, presidente del Collegio Infermieri di Como – Attraverso la stretta collaborazione tra medico di base e infermiere a domicilio si potrà, finalmente, combattere la cronicità attraverso la prevenzione: il paziente, seguito presso la propria abitazione, sarà facilitato nel percorso di cura, con inevitabili ricadute economiche sul sistema sanitario».

«La riforma, dal punto di vista dell’attuazione dei servizi sul territorio e di prossimità, è ancora ferma e questo progetto permette di fare un passo avanti – ha detto Cesare Guanziroli, rappresentante della Cisl Medici dei Laghi – L’obiettivo è curare il paziente a 360 gradi. Resta fondamentale la figura del medico di medicina generale, che rimane il cardine del sistema sanitario ma potrà avvalersi di un tramite molto importante».

Per maggiori informazioni, operatori sanitari dedicati saranno a disposizione per colloqui nella sede Bcc dell’Alta Brianza, in via IV novembre 549, lunedì 8, 15, 22 e 29 maggio dalle 9 alle 12.

Anna Campaniello

22 aprile 2017

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