Nasce “Verve”, il network del gioco targato Campione

A fine mese il via alla società creata in partnership con la romana Gamenet
Nulla si crea e nulla si distrugge. Com’è noto, tutto si trasforma. La legge di conservazione della massa chimica, enunciata dal francese Antoine Lavoisier, si applica ormai praticamente a ogni categoria del pensiero e a ogni forma sociale. Non ne rimane escluso, ovvio, il gioco. Attività umana per eccellenza.
I tavoli verdi sono nel vortice di una trasformazione radicale. Sospinta da un passaggio tecnologico inarrestabile. Il settore del «gaming» è investito da una vera e propria
«rivoluzione». Con gli storici casinò imbrigliati nelle maglie sempre più fitte della rete (telematica).
«Siamo costretti a cambiare, diversificare, tentare strade nuove. In tutta Europa i casinò sono in crisi», dice Carlo Pagan, amministratore delegato e direttore generale della casa da gioco di Campione d’Italia. Un monito che giunge alla vigilia di una delle più importanti svolte impresse dallo stesso Pagan al casinò dell’enclave. A fine mese, infatti, il cda di Campione concluderà l’accordo con la romana Gamenet, società concessionaria di gioco on line (una delle 12 in Italia) di proprietà di un fondo inglese. Una partnership che sfocerà nella costituzione di una Newco cui saranno affidate decine di sale giochi sparse in tutta Italia.
Il casinò si territorializza, diventa un «network».
In una trentina di località scelte sulla base di valutazioni diverse – concentrazione turistica, potenzialità di gioco, attrattività – saranno aperti quelli che Pagan chiama «punti vendita», ovvero per capirsi mini-casinò (ma la definizione non piace al direttore generale di Campione) nei quali sarà possibile giocare alle videolottery e fare tornei di poker.
La catena si chiamerà Verve, volendo esplicitamente richiamare già dal nome «un posizionamento insieme di classe e gioioso, frizzante se mi è permesso il termine», aggiunge ancora Pagan. Brescia, Lignano Sabbiadoro, Treviso, Rimini e l’area di Salerno, «città – spiega l’ad della casa da gioco campionese – con alta potenzialità di gioco», sono state individuate quali primi approdi di Verve. «Abbiamo collaborato con i Comuni perché questo tipo di struttura può promuovere la location come destinazione turistica. In molti Paesi – dice Pagan – i tour operator verificano l’offerta di gioco prima di realizzare i propri pacchetti per le vacanze».
Attenzione, però. Nessuno immagini il futuro più prossimo senza il casinò di Campione. «La missione tipica delle grandi case da gioco cambia pur rimanendo centrale. Oggi si parla di cross-promotion e di passaggio dall’on line all’off line. I giocatori sono ovunque, soprattutto su Internet. Non necessariamente per giocare devono entrare in un casinò. Tuttavia, partendo dalla rete, dove vengono realizzati numerosi eventi, si può “conquistare” la sala», che gode tuttora di immutato prestigio.
È la strategia delle qualificazioni dei tornei di poker texano, o la cosiddetta roulette experience, progetto al quale Pagan sta lavorando: «Porteremo a Campione i 50 migliori giocatori di roulette on line che avranno superato le selezioni in Internet, sarà un grande evento».
Così come si annuncia spettacolare e sicuramente nuovo per l’enclave sul Ceresio la tappa di fine marzo dell’European Poker Tournament (Ept), cinque giorni ininterrotti di Texas Hold’em e una partecipazione attesa di migliaia di appassionati.
Cambiare tutto, insomma. Anche se nel mare tempestoso della crisi economica e di qualche polemica. Pagan ha difeso ad esempio l’accordo con Gamenet da chi ha evidenziato la partecipazione minoritaria del casinò nella Newco.
«Per avere la concessione del gioco on line avremmo dovuto spendere 53 milioni di euro», sottolinea infatti l’ad di Campione d’Italia. Soldi di cui evidentemente la casa da gioco non ha oggi la disponibilità. Ma il direttore generale della casa da gioco lombarda ha scommesso sul progetto. Lo ha fatto anche e soprattutto da tecnico. Convinto com’è della necessità di assecondare e in qualche modo guidare la rivoluzione in atto nel settore del gaming.
Pagan insegna marketing all’Università di Ca’ Foscari, a Venezia, e tiene corsi in Europa di slot management e table management nell’ambito di un programma dell’Università del Nevada, terra promessa del gioco d’azzardo e incubatore di idee sul futuro dei tavoli verdi. «In America – ribadisce – si studia da anni l’integrazione tra on line e off line. In questo settore servono competenze e visioni lunghe. Se ci fermiamo a un approccio solo politico è la fine»

Dario Campione

Nella foto:
Carlo Pagan, direttore generale a Campione

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