«Nascosero la vincita alla cliente»: titolari di una ricevitoria a processo
Cronaca

«Nascosero la vincita alla cliente»: titolari di una ricevitoria a processo

La giocata giusta del Superenalotto “vincita istantanea”era quella delle ore 11, 30’ e 52 secondi. Diecimila euro che una signora della periferia di Como credeva di essersi aggiudicata iniziando a festeggiare. La titolare della ricevitoria, tuttavia, le comunicò subito dopo che purtroppo non era lei la fortunata, consegnandole un tagliandino con una giocata delle ore 11, 32’ e 40’’ (ovviamente non vincente).

Una cosa che ha però insospettito la donna – sicura di aver vinto – che ha deciso di andare a fondo alla vicenda chiamando la Sisal e ottenendo la conferma attesa: effettivamente in quel bar a quell’ora era stata realizzata una vincita da 10mila euro. La successiva segnalazione alla Procura della Repubblica ha poi portato ad appurare – secondo quanto sostenuto dalla pubblica accusa – che quei soldi della vincita erano stati erogati tre mesi dopo alla sorella della titolare del bar.

La vicenda è inevitabilmente finita in un’aula di tribunale con l’ipotesi di reato di truffa. A processo la titolare – una 60enne di Como – e la sorella 63enne, dipendente nella stessa ricevitoria. La vittima del raggiro ieri mattina si è costituita parte civile – assistita dall’avvocato Davide Monteleone (Dario Galliani per la difesa) – e il processo è stato poi rinviato al 12 maggio per sentire la parte lesa. Il fatto risale al giugno del 2016 in una attività della provincia di Como.

Secondo quanto sostenuto dalla Procura, la titolare avrebbe prima inserito la giocata della cliente nel sistema del Superenalotto “vincita istantanea”. Poi, dopo il suono della macchinetta che annunciava i 10mila euro di premio, avrebbe negato la vincita dicendo che i 10mila euro e il suono della macchinetta non erano attribuibili alla cliente, ma a un’altra giocata, consegnando alla donna un tagliando diverso giocato nemmeno due minuti dopo quello vincente.

I controlli della polizia giudiziaria hanno poi permesso di stabilire che un pagamento (tre mesi dopo) fu effettivamente fatto dalla Sisal per una vincita avvenuta in quella mattina del giugno 2014, ma che il versamento fu fatto sui conti correnti della sorella della titolare. Questo, almeno, è quanto viene contestato dalla pubblica accusa che ha portato le sorelle a processo. Ora le imputate avranno l’occasione di spiegare al giudice del tribunale monocratico di Como come andarono i fatti secondo la loro versione. Prima però – nell’udienza del maggio prossimo – verrà sentita in aula la presunta vittima del raggiro.

17 Gennaio 2017

Info Autore

Redazione Corriere di Como

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto