Cronaca

Nastro tagliato per la Manica Lunga

altDopo 6 anni di lavori l’edificio è ora parte integrante dell’Insubria. Ospita 30 studi per i docenti

(f.bar.) La “Manica Lunga” apre finalmente le porte a docenti e studenti universitari. L’edificio, situato a fianco della ex chiesa dei Santi Cosma e Damiano, dopo 6 anni di lavori è ora parte integrante dell’ateneo comasco. Ieri mattina il taglio ufficiale del nastro, in concomitanza con l’inaugurazione dell’anno accademico 2013-2014. A fare gli onori di casa il rettore dell’Università dell’Insubria, Alberto Coen Porisini, affiancato dal prorettore vicario della sede di Como, Giuseppe

Colangelo. Insieme a loro, oltre alle autorità istituzionali cittadine, anche l’assessore regionale alle Attività produttive, Mario Melazzini.
Prima di fare da Cicerone e accompagnare gli ospiti nella visita del nuovo insediamento, il rettore si è concesso una battuta. «Siamo ovviamente molto felici per l’obiettivo raggiunto. Anche se tutti i mobili e gli arredi che vedete non sono altro che pezzi recuperati da altri uffici. I tagli ai fondi e le risorse limitate ci hanno costretto a essere parsimoniosi», ha detto Coen Porisini. La “Manica Lunga” è composta da un corpo rustico edificato nella prima metà del 1600 e da una porzione di fine Ottocento adibita in passato a seminario. Nel 1974 il Comune acquistò dalla Curia il complesso e nel 2000 concesse in uso gratuito per 50 anni all’Università dell’Insubria la porzione di questo complesso denominata “Ex seminario vescovile di Sant’Abbondio”.
L’ateneo inizialmente decise di ricavarne una foresteria ma successivamente optò per la creazione di studi (30 nel complesso) destinati ai docenti che svolgono l’attività didattica nel chiostro di Sant’Abbondio. Il progetto di ristrutturazione, elaborato dall’architetto Renato Sorrentini, all’epoca dirigente dell’Edilizia universitaria, risale al 2007 ed è stato curato dall’architetto Lucio Noseda.
In accordo con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio si è deciso di lasciare inalterato l’esterno dell’edificio e creare all’interno una struttura metallica che permettesse la nuova distribuzione di solai e scale. Durante i primi lavori di scavo nelle cantine furono ritrovati dei reperti archeologici tra cui un sarcofago in pietra di epoca tardo romana. Grazie all’interessamento del compianto professor Giorgio Luraschi, questo manufatto venne recuperato e oggi è collocato al centro del salone principale dell’edificio, esattamente nel punto in cui venne rinvenuto.
L’ateneo di Como ha ormai una sua fisionomia delineata con «la conferma della presenza dei due poli, quello scientifico-tecnologico in via Valleggio e quello giuridico-sociale nel chiostro di Sant’Abbondio che proprio oggi, con l’inaugurazione della cosiddetta “Manica Lunga”, vede un ampliamento significativo degli spazi a disposizione», dice il rettore. I lavori di ristrutturazione, realizzati anche grazie al finanziamento della Regione e del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, hanno interessato una superficie 1.600 metri quadrati e sono stati completati a luglio. La spesa complessiva è stata di 3 milioni di euro.

Nella foto:
Il taglio del nastro alla Manica Lunga. In primo piano il rettore Alberto Coen Porisini, affiancato dal prorettore vicario della sede di Como, Giuseppe Colangelo. Accanto, l’assessore regionale alle Attività produttive, Mario Melazzini (Fkd)
26 Nov 2013

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