Neanche un cartello per la mostra

altVILLA OLMO
(m.prat.) Se non si capisce che una città turistica come la nostra deve essere capace di sostenere con vigore tutti gli eventi più importanti, rimarremo sempre periferia. Il caso di Miniartextil, mostra dedicata al tessile in svolgimento in questi giorni a Villa Olmo, è emblematico.

Ai tre ingressi non un solo cartello a indicare l’evento in corso; all’interno del parco non un solo totem a mostrare il calendario delle mostre presenti e future.
Il sapore dell’incertezza e della provvisorietà sono disarmanti, nemmeno i servizi igienici sono più in funzione, lavori in corso. Eppure ci troviamo in una location di una bellezza strepitosa, unica al mondo. Eppure il Lago di Como resta una delle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo. Abbiamo il “petrolio” in casa, ma non lo sfruttiamo. Lasciamo i suoi rubinetti aperti al caso, senza capire che stiamo sperperando risorse che un giorno mancheranno ai nostri figli. 

Abbiamo in mano un piccolo paradiso della natura, eppure basta calarsi un solo giorno nei panni di un turista per avere la sensazione di essere finiti in uno sgangherato girone infernale.

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