Cultura e spettacoli

Necropoli di Gudo, spunti sulla rivista comasca “Rac”

alt

Scavi archeologici in Canton Ticino
Nuove strutture emergono nell’insediamento scoperto un secolo fa, su cui lavorò anche il lariano Baserga

(c.f.) Torna a far parlare di sé, sulle pagine della “Rac”, la Rivista Archeologica Comense, la necropoli di Gudo, presso Bellinzona. A distanza di oltre cento anni, l’archeologo svizzero Mattia Sormani aggiorna con i suoi studi le indagini sintetizzate nel lontano 1911 dal collega comasco Giovanni Baserga, che colmò la mancanza di fonti dirette sugli scavi con una esauriente relazione pubblicata sulla “Rac” d’inizio secolo scorso. Oggi a dare ragguagli sulla città dei morti di epoca preromana

è un giovane studioso elvetico, che amplia le conoscenze sia sul sito, sia sulle culture di Golasecca e di La Thène.
La ricerca ha portato a un inventario dei reperti attualmente disponibili, che giacciono in gran parte nei magazzini dell’Ufficio dei beni culturali del Canton Ticino. Sono i cospicui corredi provenienti dalle 306 tombe venute casualmente alla luce nel 1909, in seguito a lavori di innalzamento degli argini del fiume Ticino. La zona di rinvenimento era particolarmente importante dal punto di vista commerciale, dato che collegava la Pianura Padana con il nord dell’Europa. Ciò è stato ampiamente documentato dalla presenza di ambra baltica in numerosi corredi del Sopraceneri e della stessa necropoli di Gudo, dove le tombe femminili hanno restituito la preziosa resina fossile sotto forma di perle per orecchini e collane anche di grandi dimensioni.
Nel complesso l’area documenta, attraverso reperti di un insediamento umano, il popolamento della zona a sud di Bellinzona a partire dall’età del Bronzo e fino alla seconda età del Ferro, mentre la necropoli risulta attiva soprattutto tra il VI ed il II secolo a.C, dall’età del Ferro agli albori della civiltà romana. Presumibilmente doveva essere il luogo di sepoltura dell’élite locale e non il cimitero del villaggio, data la ricchezza dei corredi e l’esiguità del numero delle tombe, che può sembrare apparentemente elevato, ma che, se distribuito nell’arco di secoli, ricondurrebbe solo ad una quarantina di famiglie.
Oltre alla presenza di sepolture, però, l’insediamento, a cent’anni dalla sua scoperta, si è rivelato dotato anche di differenti strutture, che sono state indagate da Mattia Sormani, nel corso del suo dottorato all’Università di Zurigo. Sono altari circolari, tumuli dal diametro di sei metri, muri e strade selciate, che dovranno essere studiati sulla base dei documenti rimasti, visto che sul terreno non è rimasto più nulla. Diari, fotografie e disegni dello scavo prodotti dal professor Arturo Ortelli di Mendrisio, sovrintendente degli scavi, andarono purtroppo perduti nel 1913, quando vennero trasmessi all’archeologo romano Giovanni Pinza. Ed è per questo che basilare risultò la relazione del Baserga, l’unico ad essere riuscito a fruire della documentazione dell’Ortelli e ad aver chiarito in parte dubbi sulla composizione dei corredi. Oltre all’inventario dei reperti redatto dal comasco, ne esiste, infatti, un altro del 1942, stilato da Aldo Crivelli, allestito basandosi sugli oggetti esposti al Museo di Bellinzona, nel quale, però, erano stati mescolati anche oggetti provenienti da altre necropoli.
Purtroppo l’area su cui sorgeva la necropoli è adibita, almeno in parte, a pascolo. Le strutture delle sepolture furono, infatti, rimosse alla fine degli scavi, per cui oggi non è rimasto nulla di visitabile.

Nella foto:
Una delle immagini contenute nel cd rom allegato al fascicolo della “Rac”
20 Novembre 2013

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto