(a.cam.) Un anno e mezzo non basta. Almeno secondo il giudice Walter Lietti, che ieri ha respinto la proposta di patteggiamento del consulente finanziario accusato di aver “bruciato” almeno 300mila euro che i clienti gli avevano consegnato per il pagamento di imposte e contributi. Il professionista comasco è accusato di appropriazione indebita e di esercizio abusivo della professione.Ieri mattina, in Tribunale a Como, il giudice ha bocciato l’accordo che era stato raggiunto tra il difensore
dell’uomo, il legale Angelo Giuliano, e il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Mariano Fadda. Determinante per la decisione sarebbe stato soprattutto il fatto che il presunto ingente danno provocato alle vittime – la somma complessiva non è inferiore a 300mila euro – non sarebbe in alcun modo stato risarcito, neppure parzialmente. Il giudice non avrebbe poi riconosciuto le attenuanti al consulente finanziario.La vicenda tornerà in aula, davanti a un nuovo giudice, il prossimo 22 gennaio. Qualsiasi decisione dunque è rinviata almeno fino a quella data.Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il consulente finanziario avrebbe incassato i soldi dei clienti, che riponevano in lui la massima fiducia, e li avrebbe poi “bruciati” in gran parte nel gioco, particolarmente nelle scommesse sui cavalli.I clienti, certi di aver pagato regolarmente tasse e contributi, hanno poi scoperto che, in realtà, i loro soldi non erano mai arrivati a destinazione a causa dell’arrivo di cartelle esattoriali e richieste fiscali per somme di denaro, anche molto ingenti.
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