Negoziante reagisce alla rapina e viene accoltellato a una mano

Dopo la colluttazione è il malvivente che fugge senza bottino
Donato Maggioni in quel negozio ci è cresciuto. Ha quasi sessant’anni e da oltre quaranta è dietro il bancone del suo alimentari di via Ariberto, il corso principale di Capiago Intimiano. In paese lo conoscono tutti e lui conosce tutti. Un negozio storico – l’attività è iniziata nel 1921 – che non aveva mai subito rapine fino a martedì sera, poco prima delle 19, quando un uomo – probabilmente un giovane – con il casco e un passamontagna è entrato con violenza per tentare una rapina.
Il commerciante racconta ora quei drammatici minuti. Parole e pause, che tradiscono ancora l’emozione per un blitz che poteva costare assai caro a Donato Maggioni e in seguito anche allo stesso rapinatore.
Sì, perché il prestinaio di Capiago Intimiano, seppur ferito, ha reagito con tutta la forza che aveva e, alla fine, a darsi alla fuga a mani vuote è stato il malvivente, che nel negozio ha dovuto pure abbandonare il casco mentre saliva in fretta sulla moto del complice che lo attendeva fuori con il motore acceso.
«Eravamo vicini all’orario di chiusura – dice Maggioni – io chiudo alle 19 e probabilmente hanno atteso che uscisse l’ultimo cliente. Poi è entrato quel ragazzo. Era italiano, non comasco dall’accento, comunque italiano. Oltre al casco, indossava un passamontagna. Ho capito subito le sue intenzioni».
Anche perché il giovane rapinatore ha estratto un coltello. «Mi ha minacciato – ricorda Maggioni – gridava “caccia i soldi, caccia i soldi”. Io ho esitato, ci divideva il bancone e allora questi è salito proprio sul bancone e mi è saltato addosso. D’istinto, per fermarlo, ho alzato un braccio e lui mi ha colpito e ferito alla mano sinistra». Il negoziante, a questo punto, ha temuto il peggio e ha reagito con vigore. «Ho afferrato anch’io qualcosa, penso un coltello, che tenevo sul bancone e gli ho dato un po’ di botte, così alla fine è scappato».
Non risulta che sia stato ferito anche il malvivente, anche se la rapina, vista la presenza dei coltelli, poteva realmente finire in tragedia. «Ho chiamato i carabinieri e sono andato al pronto soccorso. Mi hanno suturato la ferita alla mano con una ventina di punti – dice ancora Donato Maggioni – ma oggi sono già qui, nel mio negozio, dietro al bancone. Il nostro è un esercizio storico, non avevamo mai subito una rapina. È stato drammatico».
Le indagini sono affidate ai carabinieri di Albate che sono prontamente intervenuti dopo la segnalazione al 112. E le possibilità di risalire al responsabile della tentata rapina e del ferimento del negoziante sono tutt’altro che remote. Il malvivente ha infatti lasciato – come già detto – il casco nel negozio, che è già stato analizzato dalla scientifica dei carabinieri, e non è escluso che, grazie alle impronte e a tracce lasciate sullo stesso casco, nel caso ad agire sia stata una persona con precedenti, questi possa avere le ore contate.

Paolo Annoni

Nella foto:
Le vetrine del negozio di alimentari Maggioni di Capiago Intimiano, teatro del cruento blitz di un rapinatore martedi sera (Mv)

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