Nei parcheggi del Ticino l’invasione di auto italiane è immaginaria

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Se il confine si allontana
La Lega svizzera vuole togliere i posti ai frontalieri. Ma le vetture tricolori sono poche e ordinate

File di auto allineate negli spazi bianchi, gratuiti o a pagamento, parcheggi privati di pertinenza di negozi o aziende in gran parte occupati, qualche rara vettura a bordo strada o in alcune aree sterrate. Da Chiasso a Mendrisio, la “giungla dei parcheggi” denunciata dal consigliere di Stato leghista Claudio Zali e attribuita in gran parte ai frontalieri non è poi così evidente.
Le auto in sosta chiaramente ci sono, è evidente. Ma, quantomeno per un visitatore occasionale, non emergono

situazioni critiche che facciano pensare alla cosiddetta “sosta selvaggia”. A Chiasso, gli stalli per la sosta, quasi tutti regolamentati con apposito parchimetro, sono in gran parte occupati, nella metà circa dei casi, da auto con targa italiana. Ma non c’è nulla che lasci pensare a caos o disordine. Nelle aree industriali, le vetture sono ferme in prossimità dei capannoni, in spazi che sembrano, in tutti i casi, di pertinenza delle aziende.
Spostandosi a Mendrisio, la situazione cambia poco. In centro e nella zona limitrofa, i parcheggi sono a pagamento ed è tutt’altro che un’impresa trovare uno spazio libero. Al massimo è richiesta una minima dose di pazienza, ma la caccia al parcheggio, almeno in una mattina di un giorno feriale, non si rivela particolarmente ardua.
C’è poi il capitolo dei parcheggi gratuiti non regolamentati in aree comunali, in particolare in zona stadio e alle piscine. Soprattutto quest’ultima area di sosta è stata oggetto di una presa di posizione dell’esponente della Lega dei Ticinesi di Mendrisio Massimiliano Robbiani, che ha proposto di «recintare l’area perché i posti sono usati in inverno dai frontalieri».
«Basta tolleranza – ha detto il leghista svizzero – per quanto mi riguarda».
Nella zona incriminata, in realtà, ieri mattina molti degli spazi destinati alla sosta gratuita apparivano vuoti. Poche le vetture parcheggiate, alcune con targa italiana, altre svizzere.
In generale, nella zona industriale e dei centri commerciali, le auto in sosta – tante, indubbiamente – appaiono comunque disposte in modo ordinato e non sembrano creare caos né intralci alla circolazione.
Gli assembramenti di auto sono tutti in corrispondenza di aree commerciali o capannoni industriali. Molte le targhe italiane che, più o meno, eguagliano quelle elvetiche. Nella gran parte dei casi, i parcheggi sono di proprietà privata, riservati a dipendenti e clienti di negozi e aziende.
La struttura che attira il maggior numero di veicoli è indubbiamente Fox Town. Il centro commerciale ha a disposizione però una vasta area di sosta sia per i clienti sia per i dipendenti. «Le aree più a ridosso del centro commerciale sono riservate ai clienti – spiegano dall’ufficio stampa – I dipendenti hanno comunque a disposizione un parcheggio gratuito in un’area adiacente nella quale, al momento, sono in corso anche lavori di sistemazione».
Il centro commerciale incentiva anche il trasporto pubblico. «Da metà dicembre è attiva una stazione Tilo, che entro la primavera funzionerà a pieno regime e sarà inaugurata ufficialmente – concludono dall’ufficio stampa – Stiamo studiando pacchetti di incentivi e agevolazioni sia per i dipendenti sia per i clienti che scelgono di raggiungerci con i mezzi pubblici anziché con la vettura privata. A breve illustreremo il piano completo delle proposte, che potrebbero prevedere, ad esempio, un pranzo al Fox Town per chi acquista il biglietto del treno».

Nella foto:
Il parcheggio della stazione ferroviaria di Mendrisio accoglie molte auto, ma non sembra esistere alcun problema reale di sovraffollamento. Tanto meno causato da italiani

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