Nei racconti di Scarpelli un invito ad amare la vita

Andrea Vitali 

La vita è un caleidoscopio misterioso; è fatta di occasioni, svolte ma anche crepacci che si aprono senza preavviso. È  un fiore da contemplare e venerare in silenzio, con lo stupore irripetibile dell’infanzia, da quando è in boccio a quando appassisce. Ecco in controluce quanto affida al lettore Il richiamo del mare e altre storie (Como, Nodo, pp. 102, 12 euro), ciclo di racconti di un medico scrittore che è anche stato segnalato con i suoi testi al premio “Città di Como” la cui giuria è presieduta da Andrea Vitali (www.premiocittadicomo.it).

Stiamo parlando di Marco Scarpelli, nato nel 1957 a Milano. Che spesso si cimenta virtuosisticamente con i mezzi di trasporto per le sue ambientazioni, metafore della vita come viaggio incessante, perenne metamorfosi. Scarpelli inizia la sua raccolta con una favola di argomento ecologico ambientata a Brunate: il mondo è avvolto da una nebbia maligna, si salvano solo coloro che si situano a una certa quota, brunatesi compresi. Tagliati però fuori dal mondo, superstiti forse senza speranza, si affidano alla pazienza di un anziano cantore che sulla funicolare immobile e come sospesa nel vuoto intrattiene i più giovani con letture di classici che esaltano la libertà e la sfida dell’uomo al mondo, come Moby Dick di Melville.

Altrove è un episodio di terrorismo a bordo di un aereo a far tenere il lettore con il fiato sospeso, a farlo palpitare d’amore, a  illuderlo che in fondo al tunnel possa esserci un po’ di luce. In sostanza, un piccolo prezioso libro cui tornare nei momenti bui, per meditare con maggior serenità sul dono della vita, e sul senso del destino che ci tocca, come annota nel risvolto di copertina anche il critico Federico Roncoroni riconoscendo e certificando autorevolmente la qualità di questi testi  in prosa.

L.M.

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