Nel 2006 il sondaggio del Comune fu un successo

alt Quando l’amministrazione si rivolse ai cittadini
Vennero spediti 4mila questionari. In 400 si dissero pronti a comprare o affittare un box

Nella lunga e tormentata storia dell’autosilo interrato di viale Varese – progetto apparso e scomparso numerose volte dalle cronache cittadine – fu l’ex assessore alla Viabilità della giunta Bruni, Umberto D’Alessandro, a muovere i passi più decisi. Tanto che, oltre a commissionare tra il 2003 e il 2004 una lunga serie di indagini sul sottosuolo per capire quale fosse la presenza di eventuali reperti archeologici, nel 2006 arrivò a coinvolgere direttamente i cittadini.
«Inviammo a circa

4mila comaschi un questionario per capire quanti fossero potenzialmente interessati ad acquistare o affittare un box interrato in viale Varese – ricorda D’Alessandro – La risposta fu oltre le aspettative, tanto che quasi 400 commercianti e residenti si dissero pronti a prenotare un posto nel futuro parcheggio». Un successo, quindi, anche perché – almeno sulla carta – il progetto valutato ai tempi prevedeva effettivamente circa 400 posti auto. Sulla scorta di quel risultato, il Comune ipotizzò di realizzare un bando di gara pubblico per selezionare l’impresa interessata a realizzare l’autosilo, ma a quel punto la macchina si fermò senza un vero perché.
«Subentrarono diversi motivi – spiega D’Alessandro – Alcune incomprensioni con gli uffici, le lungaggini della burocrazia, le difficoltà politiche. Per questo non si andò avanti».
E pensare che tra i 381 che risposero al questionario spedito dal Comune, 228 affermarono di essere disposti ad acquistare un box, con un introito che avrebbe potuto sfiorare i 7 milioni di euro (negli altri casi l’ipotesi prospettata da chi rispose era l’affitto annuale). Uno spazio nel parcheggio, secondo le prime ipotesi, sarebbe potuto costare tra i 30 e i 40mila euro. Per l’affitto invece, la cifra indicativa si aggirava tra i 70 e i 100 euro al mese.
«Comunque – conclude D’Alessandro – mi fa piacere che ora quel progetto torni d’attualità. Da un punto di vista tecnico, la realizzazione dell’autosilo era decisamente semplice, poiché non si ipotizzava altro che una corsia centrale con i box ai due lati. Il tutto a circa 4 metri di profondità, dunque senza grandi incognite legate al sottosuolo. E se Spallino volesse informazioni sull’esperienza del tempo, sarei ovviamente pronto a collaborare».

E.C.

Nella foto:
Umberto D’Alessandro fu l’assessore che arrivò più vicino alla realizzazione dell’autosilo

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