Categories: Cronaca

Nel 2018 sono state 238 le vittime che si sono rivolte a Telefono Donna Como

Sono state 238 le donne vittime di violenza e soprusi che da inizio anno ad oggi si sono rivolte a Telefono Donna di Como. Intanto si è messa in moto la macchina organizzativa per il 25 novembre, la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Moltissime le iniziative in programma ad iniziare da quella messa in atto dal Centro antiviolenza di Como che ha aperto le porte della sede in via Ferrari alla cittadinanza. Lo scopo è far conoscere alle donne, vittime di violenza, una realtà che possa aiutarle in un percorso di riabilitazione, offrendo l’assistenza necessaria.«Nostro obiettivo è farci conoscere. E sicuramente uno dei modi migliori e invitare le donne a venire a trovarci – spiega Irene Berteni, vicepresidente Telefono Donna Como – Siamo sul territorio da 30 anni e diamo per scontato che tutti ci conoscano ma non è così. A volte in conseguenza di episodi di violenza arrivano da noi persone che non sapevano del nostro centro. Ecco l’importanza di creare momenti di apertura e presentazione ai cittadini». Un’opera di informazione che si accompagna nei casi critici al supporto totale. «Nel 2018 abbiamo gestito quasi 300 situazioni a rischio. Si passa da casi di violenza fisica a quella psicologica ma anche in certe situazioni si può parlare di violenza economica». Ieri mattina in visita nel centro anche il Prefetto e il questore di Como. «I casi peggiori sono poi quelli in cui sono presenti anche dei bambini che assistono a scene di violenza rimanendo traumatizzati per sempre». Diversi i tipi di assistenza fornita. «Abbiamo delle operatrici formate che gestiscono il primo contatto telefonico e poi ricevono in sede. E poi, in base a quanto chiesto dalla vittima, si decide un percorso da seguire che può portare alla consulenza psicologica e legale». Nei casi più delicati le donne possono usufruire di una casa rifugio. «Nella struttura, dalla nascita nel 2001 sono state accolte 86 donne e 104 minori», dice Ierta Zonin presidente della casa rifugio.

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