La denuncia della Uil
(a.cam.) «Nel carcere del Bassone si è sfiorata una tragedia». È la dura presa di posizione di Angelo Urso, segretario nazionale della Uil Penitenziari dopo l’incendio appiccato da un detenuto in una cella mercoledì pomeriggio. Nel rogo sono rimasti ustionati due carcerati e un ispettore della polizia penitenziaria, tutti ricoverati con bruciature gravi agli arti.Sull’episodio è stato aperto un fascicolo curato dal sostituto
procuratore Antonio Nalesso. Secondo le prime ricostruzioni, sembra che un detenuto marocchino di 30 anni abbia appiccato volontariamente il fuoco con la bomboletta del fornelletto a gas. Per domare il rogo sono intervenuti il connazionale compagno di cella e un agente di 43 anni. I tre sono stati raggiunti dalle fiamme, e solo l’intervento con gli estintori di altri agenti ha evitato il peggio.Le condizioni più gravi sono quelle del detenuto che ha appiccato il fuoco, ricoverato al centro grandi ustionati di Torino con ustioni sul 20% del corpo, in particolare agli arti superiori e inferiori. L’uomo non è in pericolo di vita. È ricoverato al Niguarda in condizioni solo leggermente meno gravi il compagno di cella.Sta meglio, ma ha comunque ustioni serie alle braccia, l’agente della polizia penitenziaria ricoverato all’ospedale Sant’Anna. «Questo episodio riporta l’attenzione sul problema della sicurezza nelle carceri e della presenza di bombolette di gas nelle celle», ha attaccato Urso.
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