Nel Leopardi inedito di Napoli l’ispirazione per il manoscritto comasco

Giacomo Leopardi

Christian Genetelli, professore ordinario di letteratura e filologia italiane all’Università di Friburgo (Svizzera) e membro del comitato scientifico del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, ha segnalato la scoperta di un testo inedito di Giacomo Leopardi conservato alla Biblioteca Nazionale di Napoli. Si tratta di una recensione dell’opuscolo “L’ombra di Dante”, una “visione” in terzine di Giuliano Anniballi, stampato a Loreto nel 1816. Genetelli ne dà notizia nel volume Un’inedita e ignota recensione di Giacomo Leopardi (‘L’Ombra di Dante’) pubblicato a Milano da Led-Edizioni Universitarie. Vincenzo Guarracino, leopardista comasco e curatore dell’edizione critica del poema leopardiano Appressamento della morte il cui manoscritto è conservato al Museo GIovio di Como, ha notato a proposito dell’inedito scoperto, “che Leopardi alla fine di quello stesso anno ossia il 1816 metterebbe a frutto la recensione nell’autografo comasco de L’Appressamento della morte che ricalca esattamente per struttura e trama quel libro recensito, mi riservo di provvedere ad analisi testuali per approfondire l’argomento della somiglianza”. L’Appressamento fu scritto tra la fine di novembre e i primi di dicembre del 1816, quando il poeta, 18enne, si temeva in punto di morte. È un viaggio agli Inferi e poi in Paradiso, sorta di Divina Commedia in cinque parti, di 878 versi. Il manoscritto fu inviato dall’autore nel 1817 all’editore milanese Stella. Forse – ipotesi di Guarracino – lo stesso Leopardi lo ritirò dallo Stella nel 1825, durante una tappa in Lombardia in cui compì anche una gita sulle «plaghe ridenti» del Lago di Como. Di fatto l’opera, dopo il ’25, scomparve. Finché fu scoperta, nel 1872, a Como, nel palazzo della famiglia Volta, da Zanino – uno dei nipoti del fisico Alessandro – e da lui pubblicata otto anni dopo. Fu proprio Zanino che, per lascito testamentario, destinò il preziosissimo documento alla città.

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