Nel paradiso di Amiet. Una grande retrospettiva del maestro a Mendrisio

Ci sono anche dipinti di Paul Gauguin e Henri Matisse alla corte di Cuno Amiet. Con Ferdinan Hodler, Amiet fu il protagonista della pittura svizzera del XX secolo, formatosi a Monaco e a Parigi con l’amico Giovanni Giacometti. Fino al 28 gennaio al grande pittore (Soletta, 1868- Oschwand, 1961) è celebrato in una grande mostra al prestigioso Museo d’Arte di Mendrisio in piazzetta dei Serviti. E se Hodler impersona l’identità artistica svizzera dello scorso secolo in area germanofona, Amiet può essere indicato come la figura di riferimento in area francofona.

Se da una parte, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento Hodler è portatore con il suo simbolismo di una secolare tradizione tedesca, Amiet può essere annoverato quale maggiore esponente svizzero di una tradizione francese impressionista e postimpressionista. Amiet è celebre per i suoi soggetti – i suoi paesaggi, le sue figure, le sue nature morte – sempre improntati a un forte senso di armonia e serenità. Infatti in parallelo all’esperienza francese dei Fauves vissuta all’insegna della ben nota joie de vivre, Amiet sviluppa nel tempo, senza mai venirne meno, un proprio codice di valori positivi, incentrato sul sentimento di pienezza e di felicità che si gode in un’esistenza trascorsa in armonia con il mondo esterno, pienamente appagata dalla bellezza della natura, dalle sue innumerevoli manifestazioni di luci e colori.

La mostra “Il paradiso di Cuno Amiet. Da Gauguin a Hodler da Kirchner a Matisse” si può visitare fino al 28 gennaio nel Museo di Mendrisio in Piazzetta dei Serviti 1. È a cura di Simone Soldini, Franz Müller e Aurora Scotti. I musei Masi (Lugano), Pinacoteca Casa Rusca (Locarno), Museo comunale (Ascona), Fondazione Braglia (Lugano) hanno prestato importanti capolavori delle loro collezioni in occasione della mostra. Orari: dal martedì al venerdì 10- 12 e 14-17; sabato, domenica e festivi 10-18

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