Nel Pd sale la voglia di primarie. Centrodestra in attesa

Palazzo Cernezzi

Le primarie cittadine del Partito Democratico tengono banco sui profili social di iscritti e dirigenti e rendono palese un dibattito non privo di asprezze.
La polemica interna alla segreteria Dem del capoluogo tra Stefano Fanetti e Fausto Tagliabue ha aperto la strada a una lunga sequenza di commenti, quasi tutti favorevoli alle primarie. La posizione di chi vorrebbe eliminare dal panorama del centrosinistra comasco le consultazioni popolari per l’indicazione del candidato sindaco appare in netto ribasso.
Intanto, l’assemblea del Pd di Como, convocata in un primo momento per venerdì prossimo, è stata spostata al mercoledì successivo «per evitare ogni tipo di strumentalizzazione», dice lo stesso segretario Fanetti. Nel fine settimana infatti è in programma un incontro pubblico sui temi ambientali con la deputata Chiara Braga e il magistrato Giuseppe Battarino. Proprio Battarino era stato di recente indicato come possibile candidato alla corsa per Palazzo Cernezzi, anche se in modo alquanto anomalo.
«Ogni candidatura va bene – dice Fanetti – ma deve seguire un percorso chiaro. Le indiscrezioni giornalistiche non bastano. Chi si vuole proporre o chi vuole proporre qualcuno, deve farlo con le istanze del partito. Ogni nome di ogni possibile candidato va portato all’attenzione del gruppo dirigente del partito. Che, lo ribadisco, non pone alcun veto verso chicchessia».
Intanto nel centrodestra si guarda alla decisione di Mario Landriscina, indicato da molti ormai come unico possibile candidato sindaco della coalizione.
L’ex assessore alla Cultura, Sergio Gaddi, ha chiesto ieri con un post su Facebook allo stesso Landriscina di «discutere» in modo aperto «sul futuro del capoluogo. Sarebbe utile parlare dell’idea di governo che si vuole promuovere – dice Gaddi al “Corriere di Como” – mi piacerebbe sapere da Landriscina che tipo di città abbia in mente e come intenda affrontare i temi più complessi».

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