La diciassettesima edizione de La Via Lattea – manifestazione diffusa sul territorio ticinese prodotta dal Teatro del Tempo in stretta collaborazione con la città di Lugano – ha dovuto confrontarsi con gli scenari post-Covid e si presentà quindi divisa in due: la prima parte, di carattere introduttivo, si svolgerà̀ quest’anno fra Ligornetto e Canobbio mentre la seconda parte, con il cuore del programma, si svolgerà l’anno prossimo a Lugano coinvolgendo le principali istituzioni musicali della città.Dedicata a Gabriel Fauré, figura cruciale nel passaggio dal romanticismo alla modernità̀ che scelse Lugano come buen retiro per dedicarsi alla composizione, La Via Lattea prenderà̀ spunto proprio dalla musica e dalle numerose lettere che il compositore scrisse durante i suoi soggiorni a Lugano – cinque estati, dal 1909 al 1913 – per proporre ai partecipanti un interessante viaggio tra musica, storia e architettura.Il festival, che si ispira all’omonimo film di Luis Buñuel, conferma la sua natura di percorso alternativo ed ecologico, una serie di punti nodali da raggiungere a piedi (o con mezzi pubblici). Un pellegrinaggio musicale (come quello verso Santiago de Compostela narrato nel film bunueliano) che assembla in modo originale elementi preesistenti o creati ex novo – composizioni musicali, testi letterari, film.Si partirà con il “Prologo” di Barcarolles venerdì̀ 28 agosto alle 17 e in replica alle 19 al Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, per proseguire poi con Primo Movimento al Castello di Trevano sabato 12 settembre e domenica 13 settembre al Campus Trevano di Canobbio. Tra i musicisti, la violinista veneta Angelica Faccani.Sarà Jean-Philippe Collard, uno dei massimi specialisti di Fauré, ad aprire il cammino venerdì̀ 28 agosto con l’esecuzione integrale delle tredici Barcarolles, rara occasione per ascoltare alcune perle della sua produzione pianistica nella cornice ideale del Museo Vincenzo Vela di Ligornetto in occasione del bicentenario della nascita del grande scultore ticinese.Il programma del Primo Movimento prevede anche due piccoli omaggi: uno al violinista tedesco Arthur Rosel che fu il Konzertmeister dell’orchestra del Castello di Trevano ai tempi del suo fondatore, il barone russo Pavel Grigorjevič von Derwies, intorno al 1870; l’altro a Eugene Ysaye, grande violinista e direttore d’orchestra belga, amico intimo di Faure. Spetta appunto ad Angelica Faccani, accompagnata dalla giovane arpista ticinese Elisa Netzer, il compito di rievocare le figure dei due illustri colleghi. Informazioni, prezzi e programma completo sul sito teatrodeltempo.ch.
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