Nel vortice dei saldi chi è fragile rischia di scivolare

Da oggi caccia alle svendite
Sessanta giorni di shopping: i consigli per non diventare acquirenti compulsivi

Sessanta giorni all’insegna dello shopping. È quanto ci attende da oggi al 5 marzo con la campagna dei saldi invernali che i commercianti lariani hanno atteso come boccata d’ossigeno in tempi di particolare crisi e che molti vivono come un’occasione d’oro per comprare a prezzi convenienti. Una boccata d’ossigeno mai come oggi preziosa, in tempi di crisi nera.
Ma attenzione ai trabocchetti: le tasche sono un po’ più vuote

 del solito dopo le feste, e rischiamo di farci prendere per il collo dalla smania dell’acquisto irrazionale. Per fortuna sono 117 in tutta la provincia i negozi che aderiscono alla campagna “Saldi chiari”, che impone regole precise ai commercianti. Meglio rimanere con gli occhi aperti, però, come suggerisce Maria Gabriella Anania, psicologa e psicoterapeuta canturina: «All’inizio dei saldi – dice – siamo propensi ad acquistare più del solito, con la convinzione di poter risparmiare. Ma il risultato finale è che spesso acquistiamo il superfluo o addirittura l’inutile». Per non mettere neanche piede in questo circolo vizioso la studiosa raccomanda una semplice accortezza: «Specie in questo periodo di budget risicati, occorre pianificare con precisione l’acquisto. Una bella lista scritta con le cose che servono. Non a mente, perché la mente può ingannare e rischi di comprare tutto tranne quello che hai dimenticato e che serviva davvero».
La psicologa non ha mezze misure: «I saldi sono uno specchietto per le allodole, c’è sempre una trappola psicologica molto ben congegnata. Certo, chi commercia ha tutto il diritto di mettere in campo ogni strategia lecita, ma con i saldi è in gioco soprattutto la componente emotiva del consumatore. Siamo appena reduci dalle feste natalizie, nei negozi c’è ancora un’atmosfera festosa, con musiche, luci e addobbi speciali. Tutto un apparato per coccolare il cliente e farlo sentire a proprio agio. Ci sono studi specifici sulla psicologia della vendita: un clima euforico rende necessariamente più propensi all’acquisto. Una spinta emozionale che induce a propendere per comportamenti irrazionali. E il fatto di vedere il prezzo pieno sull’etichetta, accanto a quello scontato, fa sentire tutelati i clienti, che sono indotti a fidarsi del commerciante».
Ma c’è un amaro risvolto della medaglia, per la dottoressa Anania: «Purtroppo però questa sensazione di pienezza che conferisce il risparmio su un determinato articolo ti dà una “pseudo percezione”, che induce ad acquistare altre cose. Quello che credi di aver risparmiato insomma sei indotto a investirlo subito su un altro prodotto che trovi lì intorno, nell’immediato. Perché credi che non superi la soglia psicologica dell’investimento che ti sei imposto. Insomma, il saldo è come un canto di sirena, è una illusione del pensiero. E i più esposti sono proprio coloro che più soffrono la crisi economica, e magari sotto Natale non hanno potuto ricevere o fare doni e compensano tale frustrazione proprio con le svendite di gennaio».
Da parte sua un altro studioso della mente come Giuliano Arrigoni, psicologo e psicoterapeuta, invita a non fare generalizzazioni: «C’è chi vive i saldi da risparmiatore, chi sa sfruttarli a proprio vantaggio, e poi, concordo, ci sono le persone che soffrono di compulsività dell’acquisto come compensazione di vuoti affettivi o di ingiustizie subite. C’è insomma da augurarsi che le esigenze del commercio siano gestite in modo onesto e trasparente, perché i più esposti alla compulsività sono evidentemente anche i più esposti a essere vittime della speculazione».
Insomma, la fragilità ha un costo anche tangibile: «Chi rischia di essere ammaliato dall’entità del risparmio, perde di vista un elemento importante – dice Arrigoni – Dietro la percentuale di sconto può celarsi una corrispondente scarsa qualità del prodotto. In tempi di crisi, comunque, c’è sempre il rischio che mentre qualcuno reagisce stringendo la cinghia, qualcun altro venga euforisticamente preso da un bisogno di effimero. La storia dice chiaramente che in caso di gravi lutti si deve fare festa, come avviene in molte società “povere” in cui la festa è un momento liberatorio. Compreso lo sfizio di un acquisto “ribelle”».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Partono oggi le vendite scontate a Como e in tutta la Lombardia. I commercianti sperano di recuperare sul “magro” Natale

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