Nella città con pochi cinema è tornata a fiorire un’oasi felice

altLa settima arte trionfa ancora dopo 30 anni

Un tempo il Sociale era anche cinema come il concorrente Politeama oggi ridotto a rudere: proiettò pellicole di culto come Metropolis di Fritz Lang, il primo film sonoro della storia (Il cantante di jazz con Al Jolson, 1927) e più avanti Lo squalo di Steven Spielberg, film d’essai come Elephant Man di David Lynch e fantasy come Il signore degli anelli di Ralph Bakshi.
Oggi non è più possibile assistere a proiezioni con uno schermo tradizionale. Tra l’altro dal 1° gennaio 2014 i film

in distribuzione saranno solo digitali: occorrerebbe un proiettore adeguato. Ma la settima arte è tornata comunque a trionfare: dal 2010 con il regista Mario Bianchi sono state ospitate nel foyer una maratona notturna dedicata a Orson Welles e proiezioni in parallelo con la stagione di prosa. E il recupero dell’Arena all’aperto tornata ad essere destinata a scopi culturali ha visto debuttare con successo il Como Lake Film Festival, un contributo concreto per provare a supplire alle mancanze di una città che ha solo due schermi attivi. Come ideale estensione della rassegna estiva, dallo scorso autunno si è incardinata al Sociale anche la nuova stagione de “I Lunedì del Cinema” di Como diretti da Alberto Cano con una serie di proiezioni dedicate ai classici: già proposti Federico Fellini con il Satyricon ed Ernest Lubitsch con Vogliamo vivere, il 2 dicembre spazio alla musica con Una fragile armonia (A Late Quartet) di Yaron Zilberman e il 3 febbraio il film culto The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman, cocktail di umorismo, provocazione ed eccesso.

Nella foto:
DI NUOVO PARCHEGGIO DOPO L’ESTATE
Auto in sosta dopo l’estate: è il “doppio ruolo” dell’Arena di via Bellini, tornata a spalancare i cancelli alle auto con un sistema completamente automatizzato. Sullo sfondo, la facciata neoclassica con le vetrate della nuova sala al pianterreno intitolata a Luigi Canonica

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