Nella relazione del commissario Bruschi soluzioni per il casinò

il Casinò di Campione d'Italia

Il grande assente, colui che tutti invocavano all’audizione di giovedì in Regione Lombardia per confrontarsi sulla grave crisi di Campione d’Italia, era Maurizio Bruschi. Il commissario governativo incaricato di andare a Campione, capire lo stato dell’arte e formulare delle possibili soluzioni, dopo aver depositato alcuni giorni fa la relazione al ministero dell’Interno, però non c’era. Ha infatti declinato l’invito a presenziare alla Commissione speciale per i rapporti tra Lombardia e Confederazione svizzera. Anche il consigliere Roberto Mura, presidente della Commissione, aveva rivolto un invito al commissario che però ha fatto sapere, avendo concluso il suo incarico, di non voler presenziare. Un’assenza che si è fatta sentire e che ha messo ovviamente in difficoltà anche il commissario prefettizio Giorgio Zanzi alla guida del Comune in dissesto economico che ha preso la parola in fase conclusiva.
«Il commissario Zanzi ha detto come nella relazione ci siano indicazioni e suggerimenti per arrivare a riaprire la casa da gioco. Ma ovviamente non può rivelarle visto che non competono a lui», afferma il segretario generale della Uil del Lario, Salvatore Monteduro, presente all’incontro. E lo stesso consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo, che ha fortemente voluto l’audizione ha ribadito alcuni concetti. «Quello dei cittadini di Campione, che ricordo essere comaschi, è un dramma che va avanti da mesi – dice Orsenigo – Tutte le domande sono rimaste senza risposte, soprattutto sul futuro del Casinò, che è la prima benzina del motore di questa comunità. Il commissario Bruschi non era presente perché non più in carica. Avevamo chiesto al ministro dell’Interno di avere la relazione da acquisire agli atti, ma non è ancora arrivata. Quindi, è urgente intervenire e in questo la Regione non deve tirarsi fuori, ma mettersi anzi in prima fila. Servono norme speciali per un paese speciale. Lo hanno chiesto tutti i convenuti».
All’incontro erano presenti i rappresentanti sindacali sia del Casinò che del Comune. Sul fronte casa da gioco le richieste rimangono immutate. «Ribadiamo la nostra richiesta ovvero quella di un impegno di Regione Lombardia ad essere azionista delle quote della vecchia società, qualora si decidesse di procedere alla ricapitalizzazione della stessa, o di diventare socio della nuova, con quote di rilevanza», spiega Monteduro. «In attesa dell’attivazione delle varie azioni richieste è necessario considerare per Campione, alla stregua dei comuni colpiti da calamità, lo stato di emergenza affinchè si possano differire i pagamenti di tributi e mutui per i cittadini campionesi», spiega il segretario generale della Uil Fpl Vincenzo Falanga.
«Fondamentale e urgente è riaprire al più presto il Casinò prima che sia troppo tardi – sottolinea infine il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi – e faccio mia la richiesta delle parti sindacali di istituire un tavolo interministeriale che veda presenti e partecipi anche Regione Lombardia e le stesse organizzazioni sindacali».
La Commissione speciale per i rapporti tra Lombardia e Confederazione svizzera riunita ieri

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