«Nelle farmacie vaccini assolutamente introvabili»

Gli europei avranno 300 milioni di pezzi

Vaccino antinfluenzale, questo sconosciuto. Se infatti il numero di dosi a disposizione dei medici di base è bassissimo e in ogni caso ben al di sotto del necessario per mandare avanti una campagna vaccinale mai così utile come quest’anno, nelle farmacie cittadine la situazione è ancora peggiore.
«È come se ci fosse un vero e proprio buco nero. Nelle farmacie i vaccini non ci sono, nessuno li ha visti. Zero dosi, tante richieste da parte dei clienti. E noi siamo nel mezzo, assolutamente frastornati perché non sappiamo cosa dire – spiega Giuseppe De Filippis, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Como – Un baratro nel quale siamo caduti». Una campagna vaccinale decisiva soprattutto per poter arrivare al picco dell’influenza di stagione con la massima copertura possibile, vista la risalita costante dei casi di Coronavirus nel territorio. «Per noi farmacisti è impossibile averlo. Nonostante le promesse fatte a tutti i livelli, dal ministero alla Regione, nulla da fare. Abbiamo partecipato a tavoli tecnici e incontri ma qui sugli scaffali non abbiamo neanche una dose di vaccino e i nostri clienti continuano a chiedere quando sarà disponibile», dice sempre il presidente lariano dell’Ordine.
E poi l’amara riflessione. «Comprendo il momento estremamente difficile, ma sinceramente in 50 anni che faccio questo mestiere non mi era assolutamente mai capitato di trovarmi in una situazione simile», aggiunge sempre De Filippis.
«Ci hanno detto che prima di tutto le dosi vanno riservate ai medici di base e per i casi più urgenti e dopo arriveranno anche nelle farmacie. Tutto giusto, ma se poi dovessimo però avere a disposizione il vaccino tra due mesi allora, è facile da capire, non servirebbe proprio a nulla», chiude De Filippis.
Il caso
E proprio ieri in redazione è arrivata la chiamata di un lettore di 90 anni. Semplice quanto allarmante la sua richiesta. «Mi chiamo Angelo e purtroppo sto cercando in ogni modo di vaccinarmi contro l’influenza. Il mio medico di base, che ha ricevuto pochissime dosi già usate per situazioni più urgenti, è in difficoltà. Ho più volte chiamato l’Ats senza esito. Insomma mi sembra che ci sia purtroppo una grande disorganizzazione a fronte di persone, come il sottoscritto e la moglie, che chiedono solo di potersi vaccinare. Sono anche disposto a pagare il costo del vaccino. Sono infatti preoccupato anche perché ho altre malattie pregresse che richiederebbero una rapida somministrazione del vaccino», spiega accorato il nostro lettore.

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