Cronaca

NELL’EX OSPEDALE 25MILA UTENTI L’ANNO

altLa situazione attuale
I SERVIZI SANITARI
Sono un centinaio i dipendenti dell’Asl che lavorano quotidianamente negli uffici e negli ambulatori aperti negli edifici del San Martino
Uffici, ambulatori, magazzini, alloggi per gli infermieri, aule di formazione. Il corpo centrale del San Martino, di fatto, non ha mai smesso di essere utilizzato e di avere una sua funzione anche dopo la chiusura dell’ospedale psichiatrico. Attualmente, un centinaio di persone lavora stabilmente negli edifici mentre, solo per quanto riguarda i servizi dell’Asl, circa 25mila utenti in un anno accedono al vasto complesso. Attorno al cuore pulsante della grande area però, la quasi totalità di ville

e strutture è inutilizzata e, in molti casi, in stato di totale abbandono e ormai fatiscente.
La proprietà dell’area, sia sul fronte degli edifici sia dei terreni, è più o meno equamente suddivisa tra l’azienda ospedaliera Sant’Anna e l’Azienda sanitaria locale. All’Asl fa capo la maggior parte dei servizi e degli sportelli attualmente attivi, mentre l’azienda di via Ravona ha mantenuto qualche magazzino e aule di formazione. A queste attività si aggiungono poi quelle gestite da enti e associazioni esterne che hanno in locazione alcuni spazi e interi edifici.
AZIENDA SANITARIA
L’Asl, come detto, utilizza ancora la gran parte del corpo centrale dell’ex ospedale. Le palazzine che ospitavano i degenti del vecchio manicomio sono state recentemente ristrutturate – «Sono stati fatti i lavori essenziali e indispensabili – precisano da via Pessina – con una spesa contenuta, il minimo per mantenere gli spazi in buone condizioni, gradevoli e sicuri per il personale e gli utenti» – e al momento sono costantemente utilizzate da 92 dipendenti. Ogni anno, circa 25mila persone raggiungono l’area per accedere a uffici e servizi disponibili.
Al San Martino, l’Asl ha trasferito interamente il dipartimento di prevenzione medica, con i servizi di igiene degli alimenti e nutrizione e di igiene e sanità pubblica. In via Castelnuovo ha sede poi l’ufficio tecnico, cui si aggiungono gli operatori addetti alla prevenzione impiantistica e agli approvvigionamenti. Negli edifici in passato destinati ai pazienti psichiatrici lavorano poi i dipendenti del dipartimento programmazione, acquisto e controllo, oltre al personale del servizio fleet management, addetti alla riparazione e al controllo delle attrezzature informatiche aziendali.
Per quanto riguarda i servizi direttamente utilizzati dai cittadini comaschi, al San Martino i principali sono la medicina dello sport e il consultorio, strutture alle quali si rivolgono quotidianamente decine di utenti. In via Castelnuovo è collocato anche il dipartimento dipendenze, con lo sportello per le ludopatie e lo spazio per le dipendenze giovanili.
Al servizio farmaceutico accedono abitualmente i gestori delle farmacie del territorio provinciale, mentre al magazzino per la nutrizione enterale e per la distribuzione di medicinali particolari arrivano anche i pazienti che hanno bisogno di alcuni prodotti specifici. A queste attività si affianca anche la dietologia clinica. Tornando ad attività di studio e analisi dello stato di salute della popolazione comasca, al San Martino hanno sede gli uffici dell’osservatorio epidemiologico e del registro tumori.
In via Castelnuovo lavorano quotidianamente i dipendenti della medicina preventiva, ovvero il servizio centrale di sorveglianza delle epidemie e di coordinamento degli interventi del personale dei distretti in caso di necessità. A questo si affianca il servizio di prevenzione e protezione.
Un numero elevato di utenti fa infine riferimento alle quattro aule di formazione dell’ex ospedale, una della quali è di informatica, dotata cioè di un computer a disposizione di ciascuno dei partecipanti a lezioni e corsi di aggiornamento. Gli spazi sono utilizzati sia dai dipendenti dell’Asl sia da medici di medicina generale, pediatri e farmacisti per le attività di formazione e aggiornamento.
AZIENDA OSPEDALIERA
Il Sant’Anna, per quanto come detto possieda circa la metà del complesso del San Martino, occupa solo una fetta limitata di spazi e strutture, in alcuni casi in condivisione con l’Asl.
In un edificio che, secondo l’ultimo rilevamento dei tecnici di via Ravona, è definito in buono e, a tratti, sufficiente stato di conservazione, l’azienda ospedaliera occupa circa 768 metri quadrati con aule destinate alla formazione permanente.
Una delle strutture meglio conservate, nella quale l’Asl ha scelto di collocare parte della farmacia, l’azienda ospedaliera ha realizzato alloggi temporanei destinati agli infermieri fuori sede. Gli appartamenti occupano una superficie di circa 800 metri quadrati, per un totale di 20 posti letto.
L’area maggiore, quasi 2mila metri quadrati in un edificio in buone e discrete condizioni, per quanto riguarda il Sant’Anna è occupata da un magazzino per un deposito temporaneo di documenti.
Sul fronte delle attività strettamente sanitarie e sociali, sono due gli edifici attualmente utilizzati, entrambi definiti, in base agli ultimi rilievi, in discrete condizioni di manutenzione. Nella più grande delle due strutture, circa 1.850 metri quadrati, è attiva la comunità protetta “La Quercia”, una comunità psichiatrica ad elevata intensità terapeutica, in grado di accogliere una ventina di utenti. Un secondo edificio, circa 1.500 metri quadrati utilizzati solo al 70%, sono destinati alla Comunità Il Ritrovo, un centro riabilitativo a media intensità terapeutica con 8 posti, al quale si affianca un nucleo che si occupa di attività di riabilitazione.
Tra gli spazi di proprietà dell’azienda ospedaliera Sant’Anna completamente vuoti e in gran parte fatiscenti e in pessime condizioni di conservazione compaiono invece le vecchie cucine e i locali mensa dell’ospedale psichiatrico, la villa “Verde” ma anche l’antico negozio del parrucchiere, oltre alle centrali idrica ed elettrica e alla camera mortuaria dell’ex presidio.
ALTRI ENTI
Alcuni degli edifici dell’ex ospedale psichiatrico sono stati dati in gestione da Asl e azienda ospedaliera ad altri enti e associazioni. Gli spazi sono comunque destinati a scopi sanitari e sociali e per attività senza fini di lucro. Fino a qualche mese fa, nell’ex San Martino aveva sede anche la sala prove messa dal Comune di Como a disposizione dei giovani musicisti. Nel novembre scorso però, il locale è stato definitivamente smantellato e trasferito, una scelta decisa soprattutto per lo stato di degrado dell’edificio e per le continue infiltrazioni d’acqua che rischiavano di danneggiare la strumentazione disponibile.
Le strutture dell’Asl attualmente utilizzate da altri enti sono tre. Dal 2004 è attivo l’Hospice San Martino, una struttura capace di accogliere i malati terminali e di garantire loro la migliore assistenza possibile nell’ultima fase della vita. Nato per iniziativa della stessa Azienda sanitaria locale, l’hospice dispone di dieci posti letto accreditati al servizio sanitario nazionale ed è gestito dal Consorzio Asp, Alleanza Sociale Protagonista. La casa di accoglienza è stata realizzata all’interno del parco dell’ex ospedale psichiatrico, in uno dei vecchi edifici, appositamente ristrutturato proprio per realizzare il centro.
Nel complesso di via Castelnuovo, sempre in un edificio dell’Asl, ha sede anche la comunità Arca, dove gli operatori si occupano del recupero e del reinserimento dei tossicodipendenti. L’accesso alla struttura è possibile da un ingresso indipendente dalla via Statale per Lecco.
Nell’ambito dei servizi di assistenza, in una delle proprietà dell’Asl da tempo è stato allestito anche lo Sportello Lavoro e psiche, gestito da un ente indipendente dall’azienda sanitaria di Como.
EDIFICI IN DISUSO
Tra le strutture del vasto complesso del San Martino, molte attualmente sono del tutto inutilizzate. In alcuni casi, soprattutto per quanto riguarda le ville più antiche, gli spazi sono completamente vuoti ormai da anni. In altri casi, i locali sono stati via via svuotati con il trasferimento dei servizi in altre sedi sia dell’azienda ospedaliera Sant’Anna sia dell’Azienda sanitaria locale. Attualmente, è garantito un servizio di sorveglianza, sempre attivo, anche se quello della sicurezza resta sempre un tema di strettissima attualità per l’area dell’ex ospedale psichiatrico San Martino.
Il parco si estende infatti su un’area molto vasta e non è semplice garantire la necessaria sorveglianza, soprattutto proprio in quelle zone del tutto inutilizzate e quindi non “presidiate” da operatori e utenti. Nel corpo centrale invece, quello che era il cuore dell’ex ospedale psichiatrico resta in gran parte ancora attivo. Il via vai pressoché quotidiano dei dipendenti dell’Asl così come degli utenti basta di per sé a garantire un maggiore controllo e scoraggia eventuali “usi impropri” degli edifici. Per quanto riguarda lo stato di conservazione, nei locali utilizzati le condizioni delle strutture sono buone e comunque sono sempre tenute sotto stretta osservazione. In caso di problemi o guasti vengono effettuati i necessari interventi. Al contrario, lo stato di degrado delle strutture abbandonate è innegabile e peggiora inesorabilmente.

Anna Campaniello

Nella foto:
La facciata dell’edificio principale dell’ex ospedale psichiatrico del San Martino (foto Mattia Vacca)
26 Gennaio 2013

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