A “Nessun Dorma” la Lega rilancia: «Faremo il referendum sulla moschea»

© | . . Il capannone che a Cantù potrebbe essere adibito come moschea

La Lega torna alla carica e rilancia il referendum sulla moschea prevista a Cantù, in un capannone di via Milano. Lo ha ribadito Nicola Molteni, deputato del Carroccio e consigliere comunale della Città del mobile, venerdì sera durante “Nessun Dorma”, il talk show di Espansione Tv dedicato appunto alla spinosa questione dei luoghi di culto per le comunità islamiche. E il dibattito è stato ricco di spunti e acceso, con molti interventi da parte dei numerosi ospiti presenti in studio.
«Noi abbiamo presentato una proposta per una consultazione popolare dei cittadini ma il quesito è stato respinto dalla competente commissione comunale – ha sottolineato Molteni in diretta tv – Regione Lombardia dà ora la possibilità ai Comuni di indire un referendum non vincolante sul tema delle moschee, ma visto che il sindaco Bizzozero ha già detto di non aver intenzione di concederlo, lo faremo noi. La Lega nei prossimi mesi istituirà una consultazione referendaria affinché i canturini possano dire la loro sull’ipotesi di una moschea. Sono i cittadini che chiedono di esprimersi e su quel parere inchioderemo l’amministrazione e il sindaco».
In un’intervista andata in onda nel corso della stessa puntata di “Nessun Dorma”, Claudio Bizzozero, primo cittadino di Cantù, ha ricordato di non aver più intenzione di indire un referendum consultivo sulla moschea di via Milano, come invece annunciato in un primo tempo, poiché «la discussione sull’argomento è stata avvelenata dall’atteggiamento della Lega Nord e non c’è un clima sereno per una riflessione su questo tema».
Negli studi di Etv venerdì sera era presente anche il vicesindaco della Città del mobile. Francesco Pavesi ha detto di non essere d’accordo con l’idea di un referendum sulla moschea perché «il diritto alla libertà di culto è scritto nella Costituzione, va quindi garantito e non può essere sottoposto a un referendum».
L’apertura di una moschea in via Milano, però, potrebbe essere rallentata anche dalla nuova normativa regionale in materia di luoghi di culto. Si tratta di una legge, approvata dal consiglio regionale con i voti della maggioranza e l’opposizione delle minoranze, che, oltre a dare ai Comuni la possibilità di indire referendum consultivi sull’apertura di nuovi luoghi di culto, fissa anche una serie di regole precise non solo dal punto di vista architettonico e urbanistico, come per esempio la disponibilità di parcheggi in misura almeno doppia rispetto alla superficie della moschea, ma anche da quello della sicurezza, con l’obbligo di prevedere telecamere collegate con le centrali operative delle Questure.
Sul punto è intervenuto in diretta tv il consigliere regionale di Forza Italia Alessandro Fermi. «Con questa norma la moschea di Cantù, almeno fino alla fine del mandato del sindaco Bizzozero, non si farà. Questa norma – ha precisato il sottosegretario regionale – per la prima volta fornisce una precisa regolamentazione rispetto ai nuovi edifici di culto».
In studio, a “Nessun Dorma”, è intervenuto anche Ahmadou Gueye, vicesegretario dell’Associazione islamica culturale canturina che ha presentato in Comune il progetto per l’apertura di una moschea in via Milano. «Siamo abitanti di Cantù che pagano le tasse e contribuiscono alla collettività. Chiediamo solamente la possibilità di realizzare un luogo dove pregare. Anche dal punto di vista della sicurezza – ha detto il rappresentante della comunità islamica rivolgendosi a Molteni e a Fermi – poter contare su un luogo di preghiera unico, riconosciuto e regolare, sarebbe una garanzia».

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