Nessuna anomalia nell’attrezzatura del sub. Chiesta l’archiviazione

Immersione drammatica – Il corpo trovato a 50 metri di profondità
Giuseppe Ravizza morì di fronte a Villa Geno
Nessuna anomalia all’attrezzatura utilizzata per la drammatica immersione di fronte a Villa Geno. Con il supporto di questa consulenza tecnica, attesa per molte settimane, il pubblico ministero titolare del fascicolo di inchiesta, la dottoressa Maria Vittoria Isella, ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte del sub di Rebbio Giuseppe Ravizza, 49 anni.
Dall’esame dettagliato di tutto ciò che fu utilizzato per immergersi nelle acque del Lario, non sarebbe infatti stata riscontrata
alcuna anomalia.
Fatto questo che fa propendere per un problema di altra natura subentrato nel corso dell’immersione. L’uomo potrebbe aver notato qualcosa che non andava (forse l’orologio utilizzato per conoscere i metri dell’immersione) e avrebbe poi tentato la risalita senza però riuscire a raggiungere la riva.
Un dramma del tutto accidentale, insomma, per la Procura cittadina che in queste ore ha chiesto al giudice l’archiviazione del fascicolo aperto subito dopo la tragedia.
Il fatto risale a metà novembre del 2011. L’uomo, esperto di immersioni, era in compagnia di due amici che si accorsero della sua mancanza solo una volta risaliti dalle profondità del Lario. Immediate partirono le ricerche del compagno, anche dopo aver allertato i sommozzatori dei vigili del fuoco. Il corpo del povero Giuseppe Ravizza fu ritrovato ore dopo ad una profondità di 50 metri. La vittima, come detto, era esperta di immersioni e da anni socio del Como Sub.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Un’immagine delle ricerche dei vigili del fuoco nelle acque di fronte a Villa Geno dove avvenne l’immersione

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