Nicola Molteni: «Como è una polveriera». Sotto accusa la gestione immigrati

«Il trattato di Schengen parla della libera circolazione delle persone, non dei clandestini. E dopo quanto accaduto a Berlino è necessario intervenire ancor più duramente sui controlli alle frontiere per impedire che un killer si possa muovere indisturbato, riuscendo ad arrivare in Italia». A dirlo il deputato della Lega Nord, Nicola Molteni, dopo i tragici fatti di Berlino.

«Oltre al pericolo del terrorismo, è sempre più allarme immigrazione. Como è ormai una vera e propria polveriera. La città è stata trasformata in un grande centro di accoglienza, proprio come accade da tempo a Ventimiglia. Clandestini che transitano liberamente senza controlli. Secondo gli ultimi dati, nel 2016 sono passati in città più di 32mila falsi immigrati diretti in Svizzera. Di questi, oltre 18mila sono stati rispediti indietro. Che fine hanno fatto queste persone? Sono state identificate? Hanno tutte richiesto asilo? La Svizzera controlla frontiere e confini, da noi invece vige la regola delle porte spalancate», aggiunge Molteni.

Ogni giorno aumenta dunque il problema sicurezza «nello scandaloso silenzio delle istituzioni nazionali. Scriverò al ministro Minniti perchè intervenga al più presto, prima che sia troppo tardi. Mi stupisco, davanti alla decisione di innalzare il livello di allerta per possibili attentati, che si sia previsto solo di installare quattro dissuasori per i camion e sia stata vietata la circolazione ai Tir sul lungolago. Mi sembra poco. Noi chiediamo l’immediata chiusura del centro di accoglienza di via Regina che doveva essere sbarrato entro il 31 dicembre (e proprio l’ultimo dell’anno la Lega dovrebbe manifestare all’esterno del centro). Allo steso tempo vogliamo che sia sbarrato il centro culturale islamico di via Pino, da dove negli ultimi 10 anni hanno espulso 4 imam, uno proprio 10 giorni fa», aggiunge Molteni. «Siamo in piena emergenza immigrazione, sicurezza e potenzialmente esposti al terrorismo islamico».

Di parere differente il commento dell’onorevole del Pd Chiara Braga. «Simili fenomeni non sono risolvibili con risposte così semplici come la chiusura delle frontiere e l’irrigidimento dei controlli. Inoltre le nostre forze di polizia hanno dato prova di presidiare il territorio e in questo senso il Governo si sta impegnando per garantire loro maggiori risorse», spiega Chiara Braga. «Chi propone idee troppo semplicistiche come barricarsi nei confini sbaglia. È necessaria, ovviamente, una maggiore collaborazione della polizia a livello europeo, questo è indubbio, e se Nicola Molteni è in grado di stipulare un accordo a livello europeo lo faccia», chiude l’onorevole Braga.

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