Nido di Lora, si accende la polemica

Palazzo Cernezzi

I servizi educativi della prima infanzia devono restare in capo al Comune di Como. È questo in sintesi l’appello che educatrici e operatrici degli asili nido comunali rivolgono all’amministrazione comunale, protestando contro la decisione della giunta di privatizzare l’asilo nido di Lora.
In un comunicato il personale esprime delusione e contrarietà verso certe affermazioni che sono state fatte durante la discussione in commissione, ritenute «non corrette rispetto all’impegno continuo e costante con cui svolgiamo ogni giorno il nostro lavoro».
Affermazioni contro le quali educatrici e operatrici difendono il lavoro e il credo pedagogico «tramandato da anni di formazione e su cui le amministrazioni hanno costantemente investito».
«L’affermazione “i privati garantiscono maggiore qualità” è fortemente offensiva – sottolineano nella lettera – ricordiamo a tutti che non ci siamo mai sottratti alle iniziative organizzate e agli eventi che hanno dato lustro al Comune e hanno portato a considerarci un fiore all’occhiello della città».
«Non ci siamo mai sottratti alle difficoltà dovute alla mancanza di personale che inevitabilmente ha portato a modificare gli orari di lavoro per poter seguire in maniera adeguata i bambini» sottolineano.
Nella serata di ieri è arrivato anche il comunicato congiunto di Cgil, Cisl e Uil: «Chiediamo agli amministratori e a tutte le forze presenti in Consiglio di rimettere in discussione il Regolamento comunale ed eliminare la gestione indiretta che porterà benefici solo al privato e non ai bambini, alle famiglie ed al personale». I sindacati hanno poi organizzato un presidio virtuale su Facebook con i lavoratori e le famiglie.
«È verissimo che il settore Politiche educative, grazie soprattutto all’incessante lavoro delle educatrici, ha dato i risultati in termini di qualità che tutti apprezziamo costantemente – ha commentato l’assessore alle Politiche educative di Palazzo Cernezzi Alessandra Bonduri – Il tema è che dobbiamo provare quanto meno ad accogliere un maggior numero di bambini, per stare vicini alle famiglie, sfruttare uno spazio ad oggi in gran parte inutilizzato e provare a dare servizi differenti, rispetto a quelli che già offriamo».
«Mai questa amministrazione ha contestato l’operato delle educatrici. E mai – sottolinea Bonduri – io ho pronunciato la locuzione che il privato sia meglio del pubblico. A me piacerebbe davvero una gestione dei servizi della prima infanzia che si fondi sui pilastri privato-pubblico a gestione diretta e indiretta, ma soprattutto mi piacerebbe in concreto sostenere le mamme e i papà e sicuramente le educatrici lo hanno sempre fatto».

Ieri su Facebook la lista Civitas all’opposizione a Palazzo Cernezzi ha postato una lettera dei genitori dei bambini dell’asilo di Lora. Una lettera in cui esprimono “dissenso alla gestione indiretta del nido. Abbiamo ascoltato i lavori della III Commissione e desideriamo far sentire la nostra presenza. Il quartiere ha beneficiato sinora di un servizio fondamentale per le nostre famiglie e desideriamo che il Comune continui a occuparsene anche come segnale di interesse verso un territorio già provato e spesso dimenticato dalle istituzioni”. “Nadia, Franca, Adriana, Valentina, Antonella, Elena, Emilia…sono solo alcuni dei nomi di educatrici – prosegue la lettera – che hanno contribuito eccellentemente alla crescita dei nostri figli e rappresentano l’asilo di Lora, senza dimenticare il personale che si occupa di mensa e pulizie. Non è solo una questione di struttura, di muri ed edificio, sia pur bellissimo, ma è una questione di relazioni e personale qualificato che contraddistingue da sempre sino ad oggi il servizio. È importante ciò che è stato seminato dal punto di vista psicopedagogico da queste educatrici. Non si può trascurare la qualifica del personale. Non è solo una questione di bilanci in attivo o in passivo, entrate e uscite economiche. Bisogna scommettere sul futuro della nostra città e investire nei nostri bambini. Il Comune deve continuare a prendersi cura dell’educazione dei suoi cittadini a partire dalla fascia dei più piccoli”.

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