Niente posta al sabato, utenti arrabbiati

C’è chi dice no – La riorganizzazione generale del servizio solleva numerose critiche
In mezzo all’ufficio postale di via Gallio, sede centrale comasca di Poste Italiane, è esposto in bella mostra uno scooter.
Attorno è possibile ammirare libri di ogni genere, cd musicali, film e apparecchiature tecnologiche. Il non plus ultra però è un grande dispenser ben illuminato e colorato che offre “gratta & vinci” da 1 a 5 euro. Effetto della liberalizzazione, dice qualcuno, che impone all’azienda, per restare sul mercato, di diversificare i servizi offerti. Si perde di vista

l’obiettivo vero, sostengono altri, ovvero garantire prima di tutto i servizi postali.
Comunque la si veda, oggettivamente entrare in un qualsiasi ufficio postale oggi è quasi come entrare in un bazar in cui è possibile trovare gli oggetti più disparati. A discapito – qualche volta almeno – del servizio postale vero e proprio. Che, è cronaca di questi giorni, è oggetto di una riorganizzazione generale la quale prevede, ad esempio, la riduzione da 6 a 5 dei giorni di lavoro dei portalettere e il taglio dei punti di consegna delle raccomandate. Nel capoluogo il servizio è garantito soltanto in 5 uffici (Camerlata, Como Centro, Albate, Rebbio, Lora e Ponte Chiasso) oltre che in via Brusadelli (zona ex Ticosa), sede alla quale Poste Italiane ha dato in gestione l’attività.
«Ciascuno dovrebbe fare il proprio lavoro – dice Luisella Auguadri – In Posta vengo soltanto per i servizi postali, anche se ultimamente sembra di entrare in un grande magazzino. Ho saputo che il postino non verrà più neppure di sabato. Non credo sia giusto, purtroppo dovremo accettarlo perché non possiamo fare nulla per cambiare le cose».
Crescenzo Castiello esce dall’ufficio postale di via Gallio con in tasca un “gratta & vinci”. «Sono venuto per un bollettino da pagare, mi hanno proposto di tentare la fortuna – dice il pensionato lariano -Ho comprato il biglietto, gli addetti sono abili a promuovere i loro prodotti e mi hanno convinto. È la prima volta, generalmente vengo soltanto per ritirare la pensione o pagare qualche bollettino».
È arrabbiatissimo invece Aristide Timossi. «Abito a Tavernola e ho un ufficio postale a pochi passi da casa – dice – Eppure per ritirare una raccomandata sono stato costretto a venire a Como perché agli sportelli del mio quartiere non effettuano più il servizio. È un grosso disagio, non c’è parcheggio e si perde un sacco di tempo».
«Questa volta mi è andata bene, ho trovato poche persone in fila e me la sono cavata rapidamente – dice Danilo Pertusini – Succede invece di restare in attesa un’ora per pagare un bollettino. A Chiasso, quando entri all’ufficio postale, esistono display che ti indicano in modo molto preciso quanti minuti di attesa vi siano per le diverse operazioni, mi chiedo perché questo nei nostri uffici postali non accada».
Considerazioni analoghe per Luciana Bianchi. «Abito nel quartiere e quindi quello di via Gallio per me è l’ufficio postale più vicino – dice – Purtroppo, molto spesso la situazione è difficile. Mi è accaduto di aspettare anche 45 minuti. Oggi è tutto tranquillo, ma la settimana scorsa, per esempio, sono venuta per pagare un vaglia e avevo davanti 25 persone».
«Mi hanno offerto un “gratta & vinci” ma non l’ho acquistato – dice Stefano Moioli uscendo dall’ufficio postale – Personalmente preferirei meno dispersione e maggiore attenzione ai servizi postali veri e propri».
Non mancano i commenti positivi. «A mio avviso ultimamente il servizio postale è migliorato – dice Tolmino Franzoso – Ho sentito che non consegneranno più la posta nella giornata di sabato ma non credo che questo possa comportare particolari disagi. Ci adegueremo, dobbiamo accettare i cambiamenti e le evoluzioni dei servizi».
«Ho un rapporto di conto corrente con la Posta e sono molto soddisfatto – dice Giuseppe Salvioni – Come correntista ho anche una corsia preferenziale, non faccio code e non posso certo lamentarmi».
«Non sapevo nulla della riorganizzazione – dice Irma Bordone – Davvero non arriverà più il postino di sabato? Non mi sembra giusto, gli utenti dovrebbero essere maggiormente tutelati».
«Non mi fa piacere essere costretto a venire in via Gallio per le raccomandate – dice Giovanni Carpani -È scomodo e non c’è parcheggio. Ho lo studio in via Milano e, senza dubbio, era meglio poter andare all’ufficio più vicino».

Nella foto:
I servizi offerti dalle Poste sono stati al centro dell’inchiesta settimanale di Etv e Corriere di Como

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