(ANSA) – TORINO, 12 OTT – I “Mulini” della Valle Clarea sono da considerare patrimonio culturale sotto tutela e quindi non possono essere interessati dall’allargamento del cantiere del Tav. E’ quanto affermano fonti del movimento che in Valle di Susa si oppone alla costruzione della nuova linea ad alta velocità Torino-Lione sulla base di documenti reperiti nell’archivio del Comune di Giaglione (Torino). Dal municipio, secondo quanto viene riferito, sarebbe partita una segnalazione alla sovrintendenza per le valutazioni del caso. Alcuni mesi fa nella zona dei Mulini gli attivisti No Tav hanno allestito un presidio permanente. I documenti raccolti risalgono al Settecento. “Le costruzioni – spiegano negli ambienti No Tav – sono una testimonianza dell’economia rurale tradizionale e quindi rientrano in quanto prevede l’articolo 10 del codice dei beni culturali promulgato nel 2004”. (ANSA).
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