«Non ci siamo mai fermati e crediamo nella ripresa». Coldiretti e Confagricoltura sono proiettate nel futuro

Crisi settore agricolo

Inutile pensare a un settore non colpito dalla pandemia, fatta eccezione forse per il commercio on line. Ecco allora che anche il comparto agricolo, in tutte le sue declinazioni, ha dovuto fare i conti e li sta ancora facendo con il Coronavirus.
E anche se l’agricoltura è stata inclusa, fin da subito, tra quelle attività ritenute necessarie e, quindi, non soggette ai divieti imposti per le altre categorie produttive, continua a dibattersi tra difficoltà operative che rendono, in taluni casi, impossibile lo svolgersi dell’attività e, in altri, impongono una limitazione della stessa. Ma cosa c’è all’orizzonte? La ripartenza in atto porterà il sereno nei campi e negli allevamenti e nelle strutture ricettive collegate come gli agriturismo?

Ottimista Stefano Peverelli, presidente di Confagricoltura Como-Lecco. «I nostri agricoltori si sono arrangiati, pur tra molte difficoltà. Non si sono mai fermati del tutto e quindi la ripartenza in atto fa ben sperare. Anche se è bene che non si commettano errori. Nel dettaglio, nel territorio di Como – spiega il presidente Peverelli – la vocazione maggiore è per il florovivaismo e ancor di più per il vivaismo e qui i colleghi hanno incontrato difficoltà. Già prima della pandemia si lavorava male soprattutto sul fronte delle esportazioni. Il Covid-19 ha ovviamente peggiorato sensibilmente la situazione sia verso l’estero che nella vendita diretta nostrana».

Il Governo ha previsto, con i decreti-legge cosiddetti “Cura Italia”, “Liquidità”, “Rilancio”, “Semplificazioni”, “Agosto” e “Ristori”, tutti convertiti in legge dal Parlamento, specifiche misure di sostegno sociale, interventi a garanzia della liquidità delle imprese agricole, misure per la promozione all’estero del settore agroalimentare.
«Certo i ristori sono anche arrivati seppur a spizzichi e bocconi. Adesso comunque importante è aumentare più rapidamente possibile la quota delle persone vaccinate e non fare errori nella gestione della ripartenza. Un “liberi tutti”, a mio avviso, potrebbe essere ancora rischioso allo stato attuale. Bisognava forse attendere ancora. Comunque guardiamo avanti con fiducia sperando anche che la Politica agraria europea (la Pac) per il periodo 2021-2027, che raccoglie l’insieme delle regole relative al settore, possa essere veramente aderente, oltre che alle esigenze mondiali e ambientali, anche alle necessità di quanti lavorano». Un ultimo riferimento è agli agriturismo dove la crisi per «quelli con dipendenti è stata molto sentita», conclude Sefano Peverelli.

Ottimista e fiducioso che si sia finalmente in presenza di una vera ripresa è il presidente di Coldiretti Como-Lecco, Fortunato Trezzi. «Tendo a vedere la situazione con sguardo propositivo e mi sembra che i segnali siano incoraggianti. Ecco perché spero e credo si possa ripartire – spiega Trezzi – La nostra categoria non si è praticamente mai fermata, sia perché seguiamo i ritmi della natura sia perché per senso di responsabilità abbiamo sempre lavorato per fornire i beni essenziali fin dal primo lockdown. Nonostante ciò, anche tutti noi abbiamo scontato la crisi, abbiamo avuto cali nella produttività e delle difficoltà nel sostenere tutti i lavoratori coinvolti». Ma ciò non ha impedito «di organizzarci. Ad esempio con gli esperimenti dei mercati di Campagna Amica. E ora si spera che con la ripresa delle attività riprendano anche i consumi», dice sempre Fortunato Trezzi che guarda con attenzione anche a comparti fondamentali come quelli della ristorazione e del turismo «tra i più colpiti. Adesso potranno finalmente riprendersi e così, oltre a essere contento per loro, ciò inevitabilmente avrà delle ricadute positive anche su di noi e sui nostri prodotti che verranno nuovamente richiesti in maniera più cospicua con vantaggi per tutti», conclude il presidente di Coldiretti.

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