Non dichiara che il figlio lavora e chiede il reddito di cittadinanza: denunciato

Il tribunale di Como

Ancora un reddito di cittadinanza percepito con modalità non consentite. I controlli continui dei carabinieri non mancano di rilevare, a cadenza settimanale, “furbetti” che hanno fatto domanda per percepire il sussidio senza tuttavia averne i requisiti. Questa volta i controlli – effettuati dalla stazione di Turate – hanno toccato Rovello Porro.

Sotto la lente è finito un italiano 67enne che è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Como. L’attività è stata condotta dai carabinieri di Turate con il supporto dei colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Como. Secondo quanto è stato appurato dalle verifiche, l’uomo si sarebbe reso responsabile delle violazioni in materia di disposizioni per l’erogazione del reddito di cittadinanza. L’indagine svolta dall’Arma ha permesso di accertare che il truffatore, secondo quanto riferito ieri mattina dai carabinieri, a partire dal mese di maggio del 2020, avrebbe «messo in atto un raggiro in danno dello Stato tramite una irregolare istanza» che avrebbe riportato dichiarazioni non veritiere sui requisiti necessari.

In particolare, per aggirare la norma in modo fraudolento, ottenendo dunque il reddito di cittadinanza, avrebbe fatto dichiarazioni sul proprio nucleo familiare che tuttavia non erano corrispondenti alla realtà, omettendo di riferire che uno dei figli lavorava regolarmente. Particolare che avrebbe reso non possibile l’accredito del reddito come invece è avvenuto per mesi. Ne sono conseguite «sanzioni penali per il responsabile, con il correlato sequestro dell’intera documentazione e la revoca immediata del beneficio».

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