«Non è vero che per dare lavoro bisogna poter licenziare»

Parlano i sindacalisti
La Cisl: «L’abolizione non aiuta l’economia». La Cgil: «Norma che fa da deterrente»
«Una questione politica delicata è diventata un problema ideologico. Cosa che rende difficile ogni soluzione». Secondo il segretario provinciale della Cisl di Como, Gerardo Larghi, «per discutere di articolo 18 bisogna chiedersi in primo luogo se davvero la sua abolizione sia uno strumento che possa aiutare l’economia. Siamo veramente convinti che le imprese assumerebbero di più in assenza dell’articolo 18? Per noi non è così. Non è affatto vero che per dare lavoro a qualcuno bisogna poterlo licenziare facilmente».
E allora, perché da anni si discute di tutto questo? «Credo che al fondo vi sia una battaglia sui soldi – dice Larghi – Le imprese italiane tentano di spostare sul lavoratore e sullo Stato il costo di un licenziamento improprio. Davanti al reintegro imposto dal giudice, la gente accetta quasi sempre la buonuscita. Il fatto è che dopo una sentenza, questa indennità è sempre più elevata».
Articolo 18 come falso problema, quindi. Anche perché, insiste Larghi, «mi sembra che a Hong Kong nessuno compri o venda Bot italiani sulla base dell’esistenza o meno dell’articolo 18. La verità è che oggi si dovrebbe puntare sugli investimenti, sul rilancio dell’economia e non su discussioni inutili e fuorvianti».
A Como, secondo fonti sindacali, le vertenze nelle quali si ricorre all’articolo 18 sono pochissime. Meno di 10 all’anno.
Mara Merlo è la responsabile dell’ufficio vertenze della Camera del Lavoro lariana. «Nei casi seguiti dai nostri uffici nel 2011 – dice la sindacalista comasca – credo di poter dire che non vi sia mai stato un definitivo pronunciamento di reintegro. Si privilegia sempre la conciliazione e la via del risarcimento».
Quanto accade, però, almeno a detta di Mara Merlo, «Rafforza la tesi che l’articolo 18 costituisca un baluardo contro i licenziamenti indiscriminati. Le aziende agiscono oggi con più cautela. L’articolo 18 è un deterrente, senza il quale si darebbe via libera al Far West. Penso soprattutto alle donne, che sarebbero penalizzate nei casi di rientro dalla maternità o svuotamento di mansioni. Il numero basso di cause è il segnale che si tengono gli argini. E questo accade proprio grazie allo Statuto dei lavoratori e all’articolo 18».

Nella foto:
Sindacati lariani compatti contro l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (Fkd)

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