«Non fece vedere le figlie al marito»: la Rho torna in aula

I carabinieri del reparto scientifico impegnati nei rilievi a Carugo dopo l'omicidio di Alfio Molteni

Non fece vedere le bimbe al padre nei periodi che erano stati concordati con il giudice. Per questo motivo Daniela Rho, indagata dalla Procura di Como per il concorso nell’omicidio del marito Alfio Molteni avvenuto a Carugo il 14 ottobre 2015, finirà in aula un’altra volta.
La vicenda, ovviamente, è precedente al delitto ma ne è stata – sempre secondo l’accusa – uno dei motivi scatenanti. Stiamo infatti parlando del braccio di ferro per l’affidamento dei figli, avvenuto tra il mese di aprile e il 24 settembre 2015, fino cioè a pochi giorni dal colpo di pistola esploso sul cancello di casa dell’architetto Molteni e che causò il decesso. La Rho deve rispondere del reato di «mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice», punibile con una pena fino a tre anni.
L’appuntamento con l’aula – fissato per la prossima settimana – sarà di fronte al giudice monocratico Nicoletta Cremona. Sul fronte del delitto di Carugo invece la data del processo – con il rito abbreviato – è quella del 28 febbraio 2018.
Ieri intanto è proseguita la Corte d’Assise che vede in aula il presunto amante della Rho, Alberto Brivio, accusato di concorso nell’omicidio dell’architetto Molteni. Davanti ai giudici togati e popolari anche Vincenzo Scovazzo, accusato di essere uno degli esecutori materiali del delitto (su mandato della coppia Rho-Brivio), e l’investigatore privato che forniva indicazioni sugli spostamenti di Molteni, che non deve rispondere però dell’omicidio. A testimoniare è stato chiamato l’informatico dei Ros, il maresciallo che passò al setaccio tutte le celle telefoniche ricostruendo gli spostamenti degli indagati prima e dopo gli atti intimidatori e l’omicidio. Si tornerà in aula nel 2018 con 10 udienze fissate tra gennaio e marzo.
Mauro Peverelli

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