«Non guardare il mio ragazzo» e la colpisce con una bottiglia

In viale Geno scontro nella notte tra due gruppi di ecuadoriani
Pare che il litigio sia nato per questioni futili. Uno sguardo di troppo dell’una al ragazzo dell’altra. Poi ne è seguito uno scambio di battute acceso, infine il gesto di violenza che ha scatenato tutto.
Una ragazza di 22 anni ha preso una bottiglia di vetro spaccandola in testa all’altra donna, 50 anni. È iniziata così la rissa che alle 4 della mattina ha sconvolto viale Geno. A fronteggiarsi sarebbero stati due gruppi di ecuadoriani, una decina di persone in tutto, che avevano trascorso la serata in un locale della zona. La situazione è subito degenerata, tanto da richiedere l’invio di più uomini della polizia di Stato. Pare che siano state addirittura tre le volanti sopraggiunte in viale Geno. All’arrivo degli agenti tuttavia uno dei due gruppi si era già dileguato. Gli altri invece sono stati ritrovati poco distanti, ancora in evidente stato di ebbrezza. Ma l’arrivo della polizia, anziché placare gli animi, li ha agitati ancora di più. Gli agenti sono riusciti a fatica a caricare tutti sulle volanti e a portarli in Questura dove sono stati identificati e denunciati a piede libero. Si tratta della ragazza 22enne che ha dato il via alle botte, di un 20enne, di un 24enne e di un 26enne chiamati a rispondere di lesioni in concorso. Gli ultimi tre sono stati accusati anche di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
La donna vittima della bottigliata in pieno volto è invece finita all’ospedale Valduce: avrebbe rimediato una ferita lacero-contusa guaribile in 10 giorni.
Ma non è tutto. Perché nello scontro nato tra la banda di ecuadoriani e la polizia anche due agenti sono rimasti feriti tanto da richiedere le cure del pronto soccorso. Uno dei due poliziotti ha pure rimediato un taglio a un polso. Per entrambi gli agenti la prognosi è di sette giorni.
L’episodio di violenza ha riportato d’attualità le proteste dei sindacati di polizia proprio sulla tutela degli agenti in strada e sull’equipaggiamento che viene loro fornito.
«Purtroppo quello di viale Geno non è un caso singolo – scrivono dalla segreteria del Silp Cgil in un comunicato giunto ieri in redazione – Nelle ultime settimane altri agenti sono rimasti feriti in modo simile. Serve maggiore tutela. Servono telecamere che riprendano i luoghi di lavoro e i fatti che vi accadono. Ad esempio, non dobbiamo esporre a rischi un poliziotto mentre un soggetto autolesionista prende a testate le porte della Questura». Poi l’affondo: «Non tutti i poliziotti ad oggi sono ancora stati dotati delle adeguate divise operative, e mancano anche i guanti appositi che avrebbero protetto e salvaguardato i colleghi. Siamo il bersaglio dei violenti, ma adesso vogliamo chiamare alle sue responsabilità il nostro datore di lavoro: il ministero degli Interni». La chiosa è pesante: «Chiederemo i danni al ministero per le ferite che subiamo proprio in seguito alla carenza di strumenti idonei alla nostra tutela».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il lungolago di viale Geno. La notte è stata caratterizzata da un brutto episodio di violenza con tre persone rimaste ferite

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