«Non ho rimpianti, quanto fatto non andrà perso». Il bilancio di fine mandato del sindaco Lucini
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«Non ho rimpianti, quanto fatto non andrà perso». Il bilancio di fine mandato del sindaco Lucini

«Belli e appassionanti», ma anche «faticosi e complicati». Il sindaco uscente Mario Lucini sceglie quattro aggettivi per introdurre il suo personale bilancio di fine mandato. Un discorso di un quarto d’ora nel quale rivendica con orgoglio i risultati raggiunti e «il lavoro fatto che non andrà perso», senza negare quanto, con la sua giunta, non sia riuscito a fare. Paradossalmente, non accenna neppure al problema dei problemi, quel cantiere infinito delle paratie che era convinto di poter trasformare nel suo più grande successo: «Ho espresso la mia posizione tante volte – si limita a dire chiudendo la conferenza stampa, su sollecitazione dei cronisti – Ci sta lavorando la Regione, se riesce nel minor tempo possibile tanto meglio».

Il momento di bilancio è collegiale. Il primo cittadino vuole accanto tutti gli assessori. «Abbiamo lavorato bene insieme e mi sembra corretto ringraziarli pubblicamente – dice – È stato un percorso faticoso. Abbiamo caratteri e sensibilità diverse, ma abbiamo sempre trovato un esito condiviso. Abbiamo portato avanti la nostra idea di città, con il massimo impegno, con le nostre capacità e con i nostri limiti». L’attività amministrativa di questi anni è stata caratterizzata secondo il sindaco da tre circostanze che inevitabilmente hanno condizionato l’intero lavoro. «Abbiamo svolto il nostro lavoro confrontandoci con tre criticità – sottolinea – le difficoltà di Comuni e enti locali, alle prese con tagli pesantissimi; il contesto generale di crisi economica e la condizione della città, oppressa nel 2012 da una crisi di identità importante».

Lorenzo Spallino con il sindaco Mario Lucini (foto da Facebook)

La premessa è d’obbligo per indicare come «ci siamo scontrati con la necessità di garantire i servizi sforzandoci al contempo di contenere le spese e i costi». Guardando indietro, Mario Lucini indica come momento più difficile «il 2014, quando siamo stati costretti ad approvare una manovra di modifica e aumento delle aliquote fiscali comunali». Una scelta «dolorosa ma inevitabile». «Accanto a questo però – rivendica il sindaco – siamo stati capaci di integrare le entrate accedendo a tutti i bandi di finanziamento possibili in tutti i settori. Inoltre abbiamo ridotto di 7 milioni di euro la spesa corrente, 4 dei quali ottenuti grazie a tagli dei costi e 3 sul personale. Abbiamo dimezzato il debito pubblico comunale da 42 a 22 milioni di euro, con una drastica riduzione degli interessi pagati».

La crisi economica ha influito sul capitolo dei servizi sociali. «Le spese per rispondere alle problematiche sociali sono salite da 14 a 18 milioni di euro, escluso il personale – sottolinea Lucini – Abbiamo incrementato i servizi, raddoppiando ad esempio l’assistenza domiciliare a disabili e minori e abbiamo pressochè azzerato le liste d’attesa sui nidi». Passando ad opere più “tangibili”, il sindaco cita innanzitutto l’estensione della Zona a Traffico Limitato e la riqualificazione dell’area ex Trevitex a Camerlata. «Il nostro obiettivo è stato la ricerca della qualità della vita per i cittadini – dice Lucini – con un’attenzione agli spazi pubblici per i comaschi e anche per dare una maggiore attrattività alla città per i visitatori».

«Con gli introiti dell’imposta di soggiorno abbiamo sostenuto il grande fermento culturale – continua Lucini – Abbiamo sviluppato iniziative e progetti di vario tipo, rilanciato i musei e gli info-point. Nonostante le critiche, i numeri dicono che gli ingressi nei musei sono passati da 37mila e 53mila e le ore di apertura dei punti di informazione per i turisti da 36 a 56 settimanali». Nell’elenco dei successi il primo cittadino indica in particolare la riqualificazione di numerose piazze, il progetto di rilancio di Villa Olmo e dei giardini a lago. «Lasciamo in eredità a chi verrà dopo un bilancio approvato a fine marzo – aggiunge Lucini – e progetti quali il nuovo appalto del calore, la dorsale ciclabile e il piano del traffico». La lista degli obiettivi mancati emerge dal bilancio dei sindaci assessori.

Le paratie sono inevitabilmente il fallimento più evidente, al pari con la Ticosa. «Era un progetto complesso al quale abbiamo dedicato molte energie – dice Lorenzo Spallino, Urbanistica – Non siamo riusciti perché Multi si è tirata indietro e non siamo riusciti a convincere gli uffici che la transazione con l’uscita di Multi sarebbe stata positiva». Alla titolare dei Lavori pubblici Daniela Gerosa tocca invece parlare del mancato obiettivo «della riqualificazione degli impianti di illuminazione», mentre sui parcheggi la decisione è di non riaprire una polemica che ora non porterebbe a nulla. Con la fine del mandato, per gran parte della giunta si chiuderà il capitolo dell’impegno amministrativo. «Cinque anni non sono molti e ti accorgi quando arrivi in fondo e vedi cosa resta da proseguire e fare – conclude Mario Lucini – Ho deciso da tempo di non ricandidarmi e non ho rimpianti, sono convinto che quanto fatto non andrà perso e sono in pace con la mia coscienza».

Anna Campaniello

27 aprile 2017

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