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Non sarebbero potuti stare in undici sul motoscafo

Sulla barca battente bandiera belga condotta dalla 20enne ora agli arresti domiciliari, non potevano starci undici persone.A dirlo è l’ordinanza del presidente della giunta regionale della Regione Lombardia del 3 luglio 1997, la numero 58600, che regola e disciplina la «navigazione delle acque interne lombarde», quelle cioè dei laghi di Como, Lugano, Maggiore e Iseo.Il nodo che potrebbe rivelarsi cruciale si trova al Titolo II dedicato allo «sci nautico e ad altri sport al traino». Alla lettera “f”, si legge testualmente: «È vietato a tali unità trasportare altre persone oltre al conducente e all’accompagnatore esperto di nuoto ed eseguire il rimorchio contemporaneo di più di due sciatori». Bene, sull’Nxt 20 insomma avrebbero dovuto trovarsi due persone, più gli sciatori impegnati nell’attività sportiva e non, come hanno ammesso i turisti belgi, ben 11 persone.Ma ci sono poi ulteriori punti, sempre di questa ordinanza, che dovranno essere verificati. Viene infatti sancito che l’attività di sci nautico libero deve svolgersi «almeno a 300 metri dalla riva per tutti i bacini lacuali», e che come detto i conduttori delle barche «devono essere assistiti da persone esperte nel nuoto». La «partenza e il recupero dello sciatore – inoltre – devono avvenire oltre i 300 metri in acque libere da bagnanti e da altre unità di navigazione». Come è possibile vedere, dunque, gli elementi da valutare sono molti, uno dedicato pure alla velocità massima da raggiungere che non deve superare i «27 nodi». Una mole di lavoro che la Procura di Como, a firma del pubblico ministero Antonia Pavan, affiderà al consulente tecnico Massimo Bardazza, che dovrà ricostruire nel dettaglio la dinamica del terribile incidente costato la vita al 22enne di Guanzate. I natanti, sia l’Nxt 20 Mastercraft sia il Sea Ray che aveva a bordo i tre ragazzi italiani, proprio per questo motivo sono stati posti sotto sequestro e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.La Procura di Como ha assegnato anche un incarico autoptico sul corpo della giovane vittima, travolta letteralmente dal motoscafo dei turisti belgi che ha scavalcato la barca italiana che era ferma in mezzo al lago, con i tre amici intenti a prendere il sole. Un ulteriore importante elemento deve ancora essere valutato: la ragazza belga che era alla guida della barca di proprietà di un famigliare, avrebbe mostrato agli inquirenti la fotocopia di un certificato internazionale che attesterebbe l’abilità alla conduzione di natanti, ma la validità di quanto in possesso del Roan della Guardia di finanza di Como deve ancora essere provata. Anche su questo punto, insomma, il pm che sta indagando sull’incidente nautico di Lenno sta attendendo delle risposte certe da parte dei militari che hanno la competenza sull’indagine.

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