Non si esclude la presenza di complici sul convoglio

Lo sviluppo delle indagini
Controlli intensificati da parte delle forze dell’ordine, ma nessun nuovo fermo
È caccia all’uomo. Le forze dell’ordine tentano di stringere il cerchio attorno al rapinatore della Milano-Chiasso, il treno del terrore: sette aggressioni in poco più di un mese. Le ultime due in una settimana, giovedì e sabato notte. Il bandito – sempre che si tratti della stessa persona – colpisce quando il vagone è vuoto. Prende di mira ragazze sole. A volte straniere. Punta il coltello contro la malcapitata e si fa consegnare tutto. Poi, alla prima stazione, scende e scappa di corsa
. Colpisce di solito sul treno in partenza alle 00.39 da Milano, che attraversa la Brianza attorno all’una. Aggredisce, rapina e scappa.
Dalla Questura spiegano che ogni forza di polizia, secondo le proprie competenze, sta facendo di tutto per catturare i responsabili. «Avevamo già intensificato i controlli – ha spiegato nei giorni scorsi Michelangelo Barbato, questore di Como – e dopo l’ultimo episodio (quello di sabato notte, ndr) ci siamo attivati per potenziare ulteriormente la presenza di agenti in divisa e in borghese, in particolare sulle linee più a rischio. I servizi sono mirati, soprattutto, sui treni locali tra Milano e Como, nelle fasce serali e notturne». Il questore aveva aggiunto di non sapere ancora «se si tratti di un rapinatore solitario», oppure se «il bandito si avvalga di complici».
È probabile che il rapinatore non sia solo. Anzi, non si esclude che sulla linea Como-Milano si muovano almeno due balordi, anche non collegati tra di loro. Nei giorni scorsi, infatti, le forze dell’ordine hanno arrestato un minorenne marocchino, ritenuto responsabile di tre episodi. Poi, però, altre due ragazze hanno denunciato altrettante rapine. Una 29enne di Cernobbio, afferrata alla gola e rapinata giovedì notte, e una 21enne giapponese, minacciata con un coltello sempre sulla stessa linea ferroviaria, sempre di notte.
La prima delle due donne ricorda «uno straniero dell’Est», dal modo di parlare e dai lineamenti. E poi quel riferimento ai due ragazzi mai visti prima che le hanno chiesto dove fosse diretta. Si trattava forse di complici dell’aggressore in cerca di una facile vittima? Il dubbio è lecito. E i particolari delle testimonianze potrebbero essere determinanti per mettere le manette al bandito della Milano-Chiasso.

Andrea Bambace

Nella foto:
Convogli semivuoti sull’ultimo treno diretto nel Comasco da Milano Centrale

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