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Non si ferma il flusso illegale di capitali. A Brogeda scoperti altri 200mila euro

Ennesimo sequestro d’agostoErano a bordo del Suv di un imprenditore cinese di Reggio Emilia«Nulla da dichiarare». Invece, in una busta nera nascosta sotto il sedile del Suv in arrivo da Reggio Emilia e intento a raggiungere il Canton Ticino c’erano – banconota più, banconota meno – quasi 200mila euro, destinati probabilmente a qualche conto corrente della piazza di Lugano.Soldi che, secondo la normativa vigente che prevede il blocco del 50% dell’eccedenza (il limite è di 10mila euro), sono rimasti per la metà sotto sequestro, nelle mani della guardia di finanza di Ponte Chiasso.

Ad essere “beccato” con le mani nel sacco è stato un imprenditore cinese, residente come detto in Emilia-Romagna. L’uomo, probabilmente sperando in controlli più blandi al valico autostradale di Como-Brogeda, aveva deciso di passare il confine di notte raggiungendo il Lario a bordo di una Mercedes ML 350. Ma nonostante questo stratagemma, i militari della guardia di finanza di Ponte Chiasso, in collaborazione con i funzionari doganali, hanno comunque arrestato la marcia del Suv chiedendo conto di cosa trasportasse.L’imprenditore cinese ha risposto con il più classico «nulla da dichiarare», sia per quanto riguardava le merci sia per quanto riguardava la valuta.Il controllo successivo ha però rivelato ben altro. Sotto il sedile dal lato del passeggero è saltata fuori una busta di colore nero con dentro 224 banconote da 500 euro e almeno altrettante di valore più basso.In totale, a bordo del Suv dell’imprenditore cinese viaggiavano 195.550 euro che non erano stati dichiarati al passaggio da Brogeda, con un limite che è posto a 9.999 euro.Inevitabile, come sempre accade in questi casi, è scattato il sequestro del 50% dell’eccedenza, ovvero 92.800 euro che sono dunque rimasti nelle mani degli uomini della guardia di finanza.Il tutto, in attesa che il ministero dell’Economia e delle Finanze decida e definisca la sanzione da applicare all’imprenditore di Reggio Emilia, che può variare dal 30% al 50% dell’intera somma trasportata in modo non consentito.Quello compiuto nelle scorse ore è solo l’ultimo di una lunga serie di sequestri di valuta compiuti nella prima metà d’agosto.La scorsa settimana, giusto per fare un esempio, al termine di altri tre controlli a persone diverse, erano saltati fuori quasi 120mila euro anche in questo caso non dichiarati, mentre nei primi giorni d’agosto nelle mani dei militari della guardia di finanza erano rimasti dei lingotti d’oro (otto per la precisione) del peso complessivo di 600 grammi e del valore di circa 19mila euro.

M.Pv.

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