Non si vaccina: sospeso sul Lario il primo medico di base

Dottore medico

Ci sono circa 1.700 comaschi, tra i quali diversi anziani e malati cronici, che da un giorno con l’altro si sono trovati senza il medico di base. Il motivo? Si tratta di uno dei tanti professionisti della sanità “no-vax” o che comunque rifiuta al momento di vaccinarsi. In tutta l’Ats Insubria sono 900 i procedimenti aperti, circa 300 in provincia di Como e 600 in provincia di Varese. Per la prima volta la sospensione ha riguardato però un medico di base, con effetti non di poco conto sulla popolazione. «Contiamo di ridurre la cifra dei 900 operatori, numero fortunatamente già sceso nelle scorse settimane – ha spiegato Paolo Bulgheroni, direttore del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Insubria – tra questi abbiamo anche altri medici di base, purtroppo».

Per il primo, in provincia di Como, è già scattata la sospensione, come ha confermato Maria Cristina Della Rosa, direttore del dipartimento delle cure primarie. «Si tratta di un impatto molto grave sulla popolazione – spiega – Il medico sospeso lavora in una struttura con due colleghi, che al momento si sono fatti carico degli assistiti, si tratta di un numero tra 1.500 e 1.700 pazienti da ricollocare. In un periodo di grave carenza di medici l’impatto di queste sospensioni diventa devastante».

Il primo caso comasco non è peraltro isolato, altri procedimenti sono stati già aperti da Ats Insubria e si stanno per concludere con la sospensione dei professionisti della Sanità. «Stiamo cercando disperatamente di conferire incarichi temporanei – spiega – Le sospensioni al momento valgono fino al 31 dicembre 2021 o comunque fino a quando il medico non riceve il vaccino. Stiamo lavorando anche con i sindaci per individuare ambulatori alternativi, dato che lo studio è spesso di proprietà dello stesso medico. C’è anche la logistica da tenere in considerazione. Purtroppo la stima è che presto tra i 15 e i 20mila pazienti si ritroveranno senza medico di base», conclude.
«Purtroppo il caso c’è, speriamo che resti l’unico – ha detto ieri a Etv il presidente dell’Ordine dei Medici, Gianluigi Spata – torno a ribadire che la vaccinazione è un requisito indispensabile per un sanitario, oltre che un obbligo di legge», ha concluso.

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