“Non sono io”, tre casi per Bruno Ferretti

L'ex magistrato e scrittore Vittorio Nessi

L’ex magistrato e scrittore Vittorio Nessi presenta il suo ultimo giallo sabato a Menaggio

Vittorio Nessi conosce bene le dinamiche della ricerca della giustizia, essendo stato, per anni, pubblico ministero titolare di indagini delicate e complesse. Lasciata la Magistratura, si è dedicato alla passione per la scrittura dando vita a una serie di romanzi che vedono protagonista il pubblico ministero Bruno Ferretti: “Due lune sono troppe”, “Strani amori”, “In fuga dalla legge” e, ultimo in ordine di tempo, “Non sono io” che Vittorio Nessi presenterà sabato 22 agosto, alle 20.30, nel piazzale Martiri delle Foibe, per la rassegna “Menaggio noir” (ingresso libero).
Bruno Ferretti è un piemme coscienzioso e determinato, ben consapevole delle insidie che si nascondono dietro l’apparente realtà dei fatti. E lo si vede bene in “Non sono io” (Daniela Piazza editore), narrazione di tre casi, come fossero tre diversi racconti, che però si legano insieme disegnando un affresco armonico e concluso. Un affresco che restituisce esempi di umanità intrappolata dentro relazioni ambigue. Il primo crimine sui cui Ferretti indaga vede implicato uno stupratore seriale che viene fermato a Torino e poi arrestato dopo un confronto all’americana con le vittime. Ma la presenza di un sosia e un alibi di ferro cancellano tutte le certezze di un caso apparentemente risolto e che vivrà un altro, assurdo, colpo di scena.
Il secondo caso rende evidente al lettore la difficile strada di un processo indiziario, quello cioè in cui mancano prove schiaccianti e in cui la ricostruzione di uno scenario verosimile è la chiave della requisitoria. Un lavoratore nero scompare nel nulla il giorno in cui l’azienda lo ha licenziato. Ferretti vuole vederci chiaro e ottenere giustizia. Nel terzo caso, un uomo, fermato in auto dai carabinieri per una banale infrazione, confessa numerosi omicidi commessi per finanziare la dipendenza dal gioco d’azzardo.
Nulla è scontato, nulla è prevedibile, e i sentimenti insondabili di chi fa del male restano interrogativi senza risposta.

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