Non spegnete la voce degli angeli. Specie se cantano gratis

Lago della bilancia
di Lorenzo Morandotti

Lo ha ricordato il vescovo di Como Diego Coletti mercoledì pomeriggio sul palcoscenico al Teatro Sociale, ospite della “Città dei Balocchi” in un incontro sulla figura di Santa Claus: il significato primo del Natale è il dono disinteressato di sé agli altri, senza aspettarsi premi o ringraziamenti di sorta, declinato in concetti come “misericordia” e “gratuità”. È bene ribadirlo in tempi di consumismo sfrenato, in un territorio in cui il “braccino corto” è proverbiale. Un occhio di
riguardo potrebbero meritare, in tal senso, tutte le iniziative organizzate con spirito di dono di cui il territorio è ricco sul fronte culturale, e che spesso scivolano via nell’indifferenza. E invece dietro a ogni mostra o spettacolo ci sono donne e uomini che si spendono, spesso al limite. Citiamo almeno un esempio, calzante in un periodo che andrebbe consacrato alla spiritualità. Nella basilica di San Fedele a Como, da tempo un gruppo di appassionati che ruota attorno alla Cappella Musicale dell’antica chiesa promuove un ciclo di musica sacra con organisti di rilievo internazionale. La quasi totalità si esibisce senza chiedere un centesimo agli organizzatori (il pubblico, nelle chiese, notoriamente ascolta gratis). Uno dei più appassionati promotori in San Fedele è il chirurgo dell’ospedale Valduce Raffaele Bellotti, che è organista di chiesa da sempre e cura le “Elevazioni musicali”. La prossima sarà domani alle 17.30, con Mattia Marelli. Un’iniziativa erede di una tradizione cinquecentesca, che a volte fatica ad avere il pubblico che merita. Tanto che in chiesa si parla di limitare il carnet, addirittura di sospenderlo. Sarebbe un grave peccato, se la voce degli angeli si spegnesse in una città che ha dato e deve tanto alla musica.

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