tutte le verifiche del caso, poi abbiamo allertato anche Asl e Arpa per chiedere se nei dintorni della scuola non fossero in corso interventi con materiali particolari. I vigili del fuoco intanto hanno fatto un sopralluogo per verificare una eventuale fuga di gas. Poi però abbiamo notato che nel gruppo delle ragazze l’emotività era alta e abbiamo intuito che forse il problema era altro». Da qui la svolta: «Abbiamo ristretto il gruppo con cui parlare. Alla fine è emerso quello che era accaduto: spray al peperoncino spruzzato più volte. La bomboletta non l’abbiamo trovata. La gravità dell’episodio è chiara come è chiaro che chi ha commesso tutto ciò non pensava di arrivare a questo punto». La preside vuole anche sottolineare una cosa: «Se in così poco tempo siamo riusciti a capire quello che è avvenuto, vuol dire che i ragazzi hanno capito cosa avevano combinato e poi hanno anche collaborato fornendo un aiuto prezioso. Ora andranno incontro a conseguenze interne all’istituto ed esterne di cui io non sono competente. Ma noi non dobbiamo mai dimenticare che siamo anche genitori ed educatori». «Al Caio Plinio – conclude – non siamo Sherlock Holmes, non è il nostro compito. Ma dobbiamo approfondire e capire il perché di tutto ciò, sapendo che la generazione con cui ci confrontiamo è molto fragile. Ci sono stati attimi di preoccupazione, ma la cosa più bella ora è poter dire che tutti stanno bene».
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