Norme anti-Covid, il 15% delle imprese non è in regola: disposte 8 chiusure

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Gli imprenditori lariani sono scrupolosi in tema di protocollo anti-Covid. Anche se il 15% delle imprese controllate non rispetta pienamente le regole. Il messaggio più difficile da fare passare? Più che l’utilizzo di guanti e mascherine, il fatto che sanificare un ambiente non è uguale a pulire o lucidare. L’intervento deve uccidere il virus. Queste in estrema sintesi le frasi utilizzate da Alberto Gardina, direttore dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Como e Lecco ieri nel corso di una conferenza stampa online con i media del territorio.
All’incontro hanno preso parte anche i comandanti dei carabinieri del Nil (nucleo ispettorato del lavoro) che hanno materialmente vistato quasi cento imprese comasche. Non sono mancati i provvedimenti restrittivi nelle ultime settimane. Otto aziende sono state chiuse temporaneamente (per 5 giorni) per il mancato rispetto delle norme anti contagio. Quelle controllate direttamente sono state 97. Si tratta di imprese che avevano chiesto di continuare ad operare alla Prefettura di Como in quanto legate a filiere essenziali quali la vendita di alimentari.
«Nella prima fase dei controlli si sono occupati in particolare i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro, ai quali poi si sono aggiunti anche i nostri funzionari – ha detto il direttore Gardina – Come ci è stato richiesto, abbiamo concentrato le verifiche sulle attività che erano comunque aperte perché avevano chiesto la deroga alla Prefettura».
Le verifiche hanno coinvolto 846 lavoratori e, oltre alle chiusure temporanee, sono scattate anche due denunce per violazioni del decreto con le regole di prevenzione del coronavirus. Tra Como e Lecco sono state decise sanzioni amministrative per 186mila euro. Le imprese oggetto dei provvedimenti hanno sede nei comuni di Alzate Brianza, Fenegrò, Montano Lucino, Rovello Porro, Cantù e Inverigo. Si tratta in particolare di imprese del settore metalmeccanico ed elettrico. I controlli hanno interessato però tutti i comparti, dall’edilizia al legno-arredo, fino al tessile-abbigliamento.
«Il numero delle irregolarità non è elevato – commenta Gardina – Non ci sono evidenze su mancato rispetto dei protocolli anti Covid. Nel 15% circa dei casi la corrispondenza non è totale, ma si tratta in generale solo di parziali inadempienze su aspetti limitati, ad esempio ingresso fornitori non separato da quello dei dipendenti, mancanza di alcune informazioni date al personale, rischio assembramento negli spogliatoi».
«Il maggior numero di controlli ha interessato le aziende metalmeccaniche – spiega il comandante del nucleo carabinieri di Como, maresciallo maggiore Vincenzo Tiralongo – che hanno aperto in deroga perché lavoravano per filiere autorizzate. Dalla settimana scorsa abbiamo esteso i controlli all’edilizia e ad altri settori».
«Abbiamo trovato tanti imprenditori virtuosi – aggiunge Gardina – anche di piccole imprese. È necessario che tutti comprendano la necessità di sanificare i locali. Si tratta di qualcosa di ben diverso dalla pulizia domestica. Le imprese che fanno gli interventi devono essere certificate e rilasciare la documentazione».
L’ispettorato del lavoro, per rispondere alle segnalazioni e richieste di informazioni di imprenditori e lavoratori mette a disposizione i numeri 031.338.3011 e 031.33.83.036, attivi da martedì a giovedì dalle 9 alle 12 e la casella di posta ITL.Como-Lecco.urp@ispettorato.gov.it. Sono in via definizione specifici accordi con le categorie economiche. I primi saranno sul Lario con la Cna e Confartigianato.

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