Notre-Dame, su “Vanity Fair” la diagnosi di Vadacca

Abele Vadacca al lavoro su lbusto del duce Tommaso Fulco Gallarati Scotti

L’incendio che lunedì ha devastato il tetto della cattedrale di Notre-Dame a Parigi ha provocato danni irreparabili? “Vanity Fair” lo ha chiesto al comasco Abele Vadacca, scultore, restauratore delle guglie del Duomo di Milano e attivo con il suo atelier d’arte a Bellagio.
«Le modalità costruttive di questa cattedrale sono di una tipologia diversa rispetto a quelle di altre realtà in Europa – ha detto al settimanale – La sua pietra è tenera, calcarea. Altre sono fatte con materiale lapideo più resistente, ma anche più duro da lavorare. Ricostruire una cattedrale o un bene architettonico storico per via degli agenti atmosferici inquinanti, come ad esempio le piogge acide, o per l’influenza dell’uomo, è un fenomeno abbastanza comune». E aggiunge: «Nella fattispecie di questa cattedrale, nonostante non abbia fatto un sopralluogo, conoscendo la realtà parigina e anche le cave, ritengo che gli enti sul territorio possano portare a un recupero abbastanza rispondente e onesto».
Vadacca auspica che «la ricostruzione possa risolversi in pochi anni».

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