Nozze sempre più laiche a Como
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Nozze sempre più laiche a Como

Crollo del numero dei matrimoni celebrati in chiesa nel capoluogo lariano. A confermarlo sono i dati in arrivo dal Comune, mentre da dicembre è possibile sancire la cosiddetta “unione civile”. Palazzo Cernezzi ha già visto arrivare quattro richieste in tal senso: il primo rito con questa modalità è stato celebrato lo scorso febbraio fra due donne, e tra due uomini lo sarà tra una decina di giorni.
Negli ultimi 10 anni i matrimoni civili sono stati in città 1.639, quelli religiosi 1.188.
«I civili hanno avuto un incremento del 30%, quelli religiosi un decremento del 50%: si va sempre più verso una marcata laicizzazione delle nozze», commenta l’assessore ai Servizi Demografici del Comune di Como, Marcello Iantorno.
I matrimoni civili vengono celebrati per legge presso la sala consiliare, o il Tempietto neoclassico del parco all’inglese di Villa Olmo (qui hanno detto sì fino al 2015 circa 8-9 coppie l’anno, poi è partito il restauro del parco e il servizio è stato sospeso).
Negli ultimi cinque anni il trend a favore delle nozze laiche è stato ancor più chiaro e netto: circa 160 matrimoni civili all’anno, contro i 100 religiosi.
Ora, considerando la natura del fenomeno e le sempre più numerose richieste anche dall’estero di utilizzare Como per nozze civili, il Comune ha varato un bando a suo modo storico. Va considerato che mentre in sala consiliare le nozze sono gratuite, per sposarsi al tempietto occorre versare alle casse comunali 500 euro. Ma d’ora in poi, in base a uno specifico albo, ci si potrà sposare anche in altre sedi prestigiose. Con un vantaggio per le casse pubbliche notevole.
Il Comune di Como ha infatti varato una novità per chi è interessato al matrimonio civile o all’unione civile. Con un apposito bando e una commissione di esperti, da ieri e fino al 24 marzo, si potranno candidare location private di eccellenza per nozze o unioni civili. Il Comune ne determinerà tre in via sperimentale (il test durerà un anno).
«Sarà un’opportunità interessante per lo sviluppo turistico e culturale – dice Iantorno – Sul nostro territorio abbiamo diversi siti di interesse storico-culturale che si prestano egregiamente a fungere da cornice».
Al bando potranno partecipare proprietari di alberghi, ristoranti e ville storiche. Occorrerà indicare con precisione i giorni del mese in cui tali location saranno a disposizione degli sposi e delimitare con altrettanta precisione gli spazi adibiti.
Sarà previsto un contributo da versare all’amministrazione locale: 1500 euro più Iva. Ci si potrà sposare in sedi “private” nei giorni in cui è al lavoro l’ufficiale di Stato civile. Con possibilità di deroghe in casi eccezionali.

9 Marzo 2017

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Mario Rapisarda

Mario Rapisarda mrapisarda@corrierecomo.it


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